Sanità Calabria, Fsi-Usae, Nursing Up e USB proclamano lo stato di agitazione: «Così si mette a rischio la salute dei cittadini»
I sindacati denunciano l'esclusione di parte del personale dall'indennità di Pronto Soccorso e puntano il dito contro carenze di organico, mezzi obsoleti e criticità organizzative. Chiesta l'apertura immediata di un tavolo tecnico con la Regione
Emergenza-urgenza in Calabria, Fsi-Usae, Nursing Up e USB proclamano lo stato di agitazione: «Così si mette a rischio la salute dei cittadini»
I sindacati denunciano l'esclusione di parte del personale dall'indennità di Pronto Soccorso e puntano il dito contro carenze di organico, mezzi obsoleti e criticità organizzative. Chiesta l'apertura immediata di un tavolo tecnico con la Regione.
Le organizzazioni sindacali Fsi-Usae, Nursing Up e USB hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dei Pronto Soccorso della Calabria, comprendendo gli operatori del Servizio di Emergenza-Urgenza Territoriale 118 e il personale in servizio nei Pronto Soccorso ostetrico-ginecologici e pediatrici. Contestualmente è stata richiesta al Prefetto di Catanzaro l'attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge.
La protesta per l'indennità di Pronto Soccorso
Secondo le tre organizzazioni sindacali, la protesta nasce dalla decisione assunta con l'accordo del 25 giugno 2026 tra il Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Sanitari della Regione Calabria e le organizzazioni sindacali Cisl, Fials e Nursind, che «ha escluso il personale del SEU 118 e dei Pronto Soccorso ostetrico-ginecologici e pediatrici dal riconoscimento dell'indennità di Pronto Soccorso prevista dal Contratto Collettivo Nazionale della Sanità».
Per Fsi-Usae, Nursing Up e USB si tratta di una scelta che «cancella quanto era stato riconosciuto dall'accordo regionale del 15 febbraio 2024, sottoscritto all'unanimità da tutte le sigle firmatarie del CCNL» e che «pone la Calabria in netta controtendenza rispetto alla quasi totalità delle altre Regioni italiane».
«Il sistema è ormai in forte sofferenza»
Nel comunicato, tuttavia, i sindacati precisano che «il mancato riconoscimento dell'indennità rappresenta soltanto uno degli aspetti di una crisi molto più ampia», denunciando un sistema dell'emergenza-urgenza «ormai in forte sofferenza».
Il quadro descritto dalle organizzazioni sarebbe caratterizzato da «una cronica carenza di personale, postazioni del 118 prive di operatori, equipaggi spesso incompleti e un numero di ambulanze insufficiente rispetto agli standard organizzativi regionali».
Ambulanze obsolete e carenza di attrezzature
Le criticità, secondo Fsi-Usae, Nursing Up e USB, riguardano anche il parco mezzi, definito «gravemente obsoleto e non pienamente conforme agli standard tecnici previsti dalla normativa UNI EN 1789:2020».
Inoltre, le organizzazioni sostengono che le ambulanze sarebbero «prive di numerose attrezzature indispensabili per garantire un soccorso avanzato efficace e sicuro», citando tra queste ventilatori polmonari, pompe infusionali, dispositivi per la capnografia, sistemi di accesso intraosseo e altri presidi ritenuti essenziali.
I rischi per operatori e cittadini
Nel documento trovano spazio anche le condizioni di lavoro degli operatori. I sindacati affermano infatti che «non sarebbero garantiti adeguati dispositivi di protezione individuale», denunciando inoltre «la persistente mancanza di protocolli operativi uniformi e di programmi strutturati di formazione continua».
Una situazione che, a loro giudizio, «espone quotidianamente lavoratori e cittadini a rischi non più sostenibili, compromettendo la qualità dell'assistenza, aumentando il rischio clinico e mettendo seriamente in discussione il diritto alla salute della popolazione calabrese».
Chiesto un tavolo con la Regione Calabria
Per questo motivo Fsi-Usae, Nursing Up e USB chiedono «l'apertura immediata di un tavolo tecnico con la Regione Calabria» per «ripristinare il riconoscimento dell'indennità di Pronto Soccorso a tutto il personale avente diritto» e «garantire il rispetto degli standard organizzativi del servizio emergenza urgenza 118».
Tra le richieste figurano anche il rinnovo del parco mezzi e delle dotazioni tecnologiche, la fornitura dei dispositivi di protezione individuale e l'adozione di protocolli uniformi accompagnati da programmi di formazione continua.
Lo sciopero come ultima possibilità
Infine, le tre organizzazioni sindacali avvertono che «in assenza di un riscontro immediato e di un confronto concreto finalizzato alla soluzione delle criticità denunciate» saranno avviate «tutte le ulteriori iniziative consentite dalla legge, fino alla proclamazione dello sciopero nel rispetto della normativa vigente sui servizi pubblici essenziali».