Sanità, la rivoluzione dei braccialetti nella Calabria più lontana dalle cure: pazienti monitorati h24 a Longobucco
App e controllo a distanza avvicinano i cittadini delle aree interne alle strutture: «Qui il Pronto soccorso più vicino è a 40-45 minuti». Il commento del primario Bisignani: «Modello da esportare in tutte le aree rurali della regione»
«Il Pronto soccorso più vicino è a 40-45 minuti». Il dato di partenza raccontato da uno dei cittadini di Longobucco che partecipa alla “rivoluzione” sanitaria dei braccialetti elettronici ricorda a tutti qual è lo stato dell’arte nelle aree interne della Calabria. La sanità è lontanissima, le distanze proibitive e le strade spesso dissestate. Così la nuova sperimentazione dei bracciali sanitari che monitorano h24 i parametri vitali dei pazienti è una nuova speranza. È il primo caso in Italia in cui si utilizza un sistema integrato di monitoraggio a distanza attraverso un’app che invia segnali d’allarme per passare a valutazione e intervento sui pazienti.
Lo mostra, in un video pubblicato sui social dal governatore Roberto Occhiuto, il responsabile Giovanni Bisignani. Il primario ricorda che le distanze in Calabria sono un fattore critico e che «il valore della sperimentazione non è tanto il device ma il fatto che ci sia qualcuno che osserva». Ed eventualmente fornisce linee guida per intervenire agli stessi pazienti, che hanno ricevuto una formazione di base su come comportarsi in caso di soccorso. I cittadini si sentono più tranquilli e monitorati, più vicini a quelle cure che spesso appaiono impossibili da raggiungere. Lo dicono loro stessi e lo ribadisce Bisignani: «È un modello da esportare in tutte le zone rurali della Calabria».