Screening oncologici, male la Calabria: Azienda Zero riparte da un sistema unico. Ecco come funzionerà
Obiettivo è implementare un sistema informatico per migliorare la qualità del dato e gestire appuntamenti e consensi
Un nuovo sistema per garantire omogeneità del servizio e uniformità del dato. Azienda Zero riparte da qui per fornire nuovo impulso ad un settore storicamente tallone d’Achille della sanità calabrese: gli screening oncologici. I dati elaborati su base nazionale inchiodano infatti la regione a percentuali risibili in termini di diffusione e adesione ai programmi di prevenzione dei tumori.
Esattamente un anno fa, era il tavolo di verifica interministeriale ad attestare il fallimento del programma screening regionale. Il piano di prevenzione 2020/2025 elaborato dalla Regione rimasto sostanzialmente inapplicato. I tecnici ministeriali, in quella occasione, facevano notare «il totale disallineamento rispetto a quanto programmato e per alcuni la totale mancanza di messa in atto di azioni per il loro raggiungimento». L’esame dei dati relativi al 2024 fa emergere «una percentuale di adesione ai tre programmi di screening oncologici ancora ampiamente al di sotto della soglia di sufficienza. Si registrano miglioramenti nello screening mammografico, peggiora lo screening per la cervice, sostanzialmente invariato lo screening colon-rettale».
Insomma, un quadro fortemente deficitario che adesso si tenta di colmare a partire intanto dall’implementazione di un sistema informatico più performante. Nei giorni scorsi Azienda Zero, ha infatti affidato ad una rti la fornitura di una piattaforma per la gestione dei programmi screening, nell’ambito dell'accordo quadro Consip.
Secondo l’analisi contenuta nel piano elaborato dall’ente di governance, attualmente «mancano strumenti regionali di monitoraggio unificati, e processi informatizzati standardizzati per la gestione dei richiami, per il controllo della popolazione eleggibile o per la valutazione degli indicatori di performance. Anche l’integrazione con i sistemi clinici territoriali risulta discontinua e non strutturata in modo uniforme».
La soluzione individuata prevede, al contrario, un unico sistema per la gestione dei tre programmi screening: mammella, cervice uterina e colon retto e una architettura capace di integrarsi con il fascicolo sanitario elettronico, con l’app IO e l’anagrafe nazionale degli assistiti. La piattaforma dispone di un doppio canale di accesso: uno dedicato agli operatori sanitari e una area riservata ai cittadini per la gestione degli appuntamenti e dei consensi.
Il piano di lavoro prevede un piano di implementazione della durata di 36 mesi con un investimento di due milioni e mezzo. L’obiettivo è innalzare i tassi di adesione ai programmi screening e migliorare la qualità dei dati.