Svolta nella cura della talassemia in Calabria: autorizzata al Gom di Reggio la terapia genica CRISPR
Dopo il via libera dell’Aifa, la Regione designa il centro CTMO dell’ospedale reggino. Le associazioni di pazienti: «Traguardo storico e nuova speranza, ma bisogna completare subito l’iter per evitare ritardi»
La terapia genica basata sulla tecnologia CRISPR entra ufficialmente nella sanità calabrese e segna un passaggio storico per i pazienti affetti da talassemia. Dopo l’approvazione della rimborsabilità da parte dell’Aifa, avvenuta lo scorso 17 settembre, la Regione Calabria si è distinta a livello nazionale autorizzando l’accesso al trattamento e individuando il centro CTMO del GOM di Reggio Calabria come struttura di riferimento regionale.
Una scelta che apre nuove prospettive di cura per centinaia di pazienti e famiglie e che, secondo le associazioni calabresi dei talassemici, rappresenta «un traguardo storico che accende una nuova speranza per centinaia di persone che convivono ogni giorno con questa patologia».
La Calabria è stata infatti tra le prime regioni italiane a muoversi in questa direzione, dimostrando come «le regioni del Sud possano essere apripista nell’innovazione terapeutica» e come vi sia una concreta attenzione verso «l’accesso dei cittadini a percorsi di cura all’avanguardia».
Le associazioni di pazienti attive sul territorio regionale – dall’Associazione Reggina Microcitemici all’Unitalca di Catanzaro, passando per Cosenza, Crotone e Locri – esprimono «il più sincero e profondo ringraziamento alla Regione Calabria per questa possibilità», sottolineando il valore della decisione assunta.
Allo stesso tempo, però, proprio perché si tratta di una svolta senza precedenti, i rappresentanti dei pazienti lanciano un appello chiaro e urgente alle istituzioni regionali. «Riteniamo necessario – e urgente – compiere il passo successivo», chiedendo «che si concluda quanto prima il percorso amministrativo di autorizzazione e qualifica del centro per renderlo operativo al più presto».
Il fattore tempo, evidenziano le associazioni, è cruciale: «Ogni settimana che passa può significare nuove difficoltà cliniche, trasfusioni aggiuntive e un peso sempre più gravoso sulla vita quotidiana di adulti, giovani e famiglie».
Pur consapevoli della complessità organizzativa di una terapia avanzata come questa, i pazienti confidano nella capacità della Regione di completare rapidamente l’iter: «Siamo certi che, con la stessa determinazione già dimostrata, la Regione potrà completare rapidamente gli ultimi passaggi necessari».
Infine, la disponibilità a una collaborazione diretta con le istituzioni: «Noi associazioni ci rendiamo disponibili fin da subito a collaborare, offrendo il punto di vista dei pazienti e delle loro famiglie, affinché questa opportunità si concretizzi».
Un messaggio che si chiude con gratitudine, fiducia e una forte speranza condivisa, nella consapevolezza che la terapia genica possa cambiare radicalmente la qualità di vita di chi convive con la talassemia.