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27/10/2026 ore 23.00
Sanità

Tac e risonanze nel Cirotano, meno prestazioni nonostante i 35mila abitanti: il nodo delle risorse Asp

I numeri della programmazione 2026 evidenziano forti differenze tra le aree provinciali. A rischio è l’accessibilità alle cure, tra spostamenti, attese e costi a carico dei pazienti

di Giuseppe Dell'Aquila

I documenti sulla programmazione 2026 dell’ASP di Crotone (in perfetta continuità con i dati della precedente tornata contrattuale del 2022) fanno emergere una forte e strutturale sproporzione ed asimmetria territoriale. Nell’area cirotana, infatti, con 35.426 abitanti residenti (dati Istat 2024), risultano attivate per la popolazione residente – da parte dell’ASP di Crotone solo: 397 TAC e 255 Risonanze Magnetiche su base annua.

Per comprendere meglio l'incredibile sproporzione territoriale che si determina da anni ai danni dei cittadini del territorio Cirotano (e tutto questo utilizzando le risorse pubbliche del Sistema Sanitario Regionale) è sufficiente riportare i numeri assegnati alle altre due macro aree territoriali della provincia di Crotone: nell’area del capoluogo (Area Vasta del Crotonese) sono state attivate (sempre su base annua) ben 6.154 TAC e 4.802 Risonanze Magnetiche (numeri al servizio dei 95.516 abitanti residenti) mentre nell’Area Vasta di “Petilia-Mesoraca-Cotronei”, con 30.960 residenti, le TAC acquistate dall’ASP di Crotone per i residenti ammontano (su base annua) a 1.406 TAC e 1.352 Risonanze Magnetiche.

Siamo di fronte ad un divario che merita di essere approfondito sul piano sanitario, istituzionale e politico.

C’è un dato, contenuto negli atti relativi alla programmazione 2026 dell’assistenza specialistica ambulatoriale privata accreditata dell’ASP di Crotone, che merita di essere portato all’attenzione dell’opinione pubblica. Non si tratta di una polemica costruita sulle impressioni, né di una contrapposizione tra territori. È soltanto il confronto tra popolazioni residenti e numero di prestazioni programmate a far emergere una sproporzione difficile da ignorare.

L’Area Vasta del Cirotano conta complessivamente 35.426 abitanti. L’area di Petilia-Mesoraca-Cotronei ne conta invece 30.960. Il comprensorio cirotano ha dunque circa 4.500 residenti in più. Eppure, passando alle prestazioni di diagnostica per immagini acquistate presso il privato accreditato, il rapporto cambia radicalmente.

Il dato risulta ancor più incredibile e sproporzionato – in termini di prestazioni e risorse assegnate ai territori – se si confrontano i numeri dell’Area Vasta del Cirotano: 35.426 abitanti (con 397 TAC e 255 Risonanze Magnetiche all’anno) e quelli del Crotonese: 95.516 abitanti (con 6.154 TAC e 4.802 Risonanze Magnatiche su base annua.

In questo caso volendo prendere per buono e giusto il dato assegnato al territorio Cirotano, all’Area Vasta del Crotonese che presenta un numero di abitanti pari a 2,7 volte la popolazione cirotana si sarebbero dovute assegnare 1.072 TAC e 688,5 Risonanze all’anno (mentre il dato di programmazione ASP ha dirottato sul Territorio Crotonese ben 6.154 TAC e 4.802 Risonanze Magnetiche su base annua).

Ritornando sul confronto dei numeri del Cirotano con quelli dell’Area Petilia-Mesoraca-Cotronei i dati evidenziano anche qui, con immediatezza, una asimmetria del tutto ingiustificata: 652 prestazioni complessive tra TAC e Risonanze nel Cirotano contro i 2.758 nell’altra area. Ciò significa che, a fronte di una popolazione addirittura superiore, il Cirotano dispone di meno di un quarto del totale delle prestazioni previste per l’area Petilia-Mesoraca-Cotronei. Sulle TAC, il rapporto è di circa uno a tre e mezzo. Sulle risonanze magnetiche, la distanza supera il rapporto di uno a cinque.

Rapportando i numeri alla popolazione, la differenza appare ancora più marcata: circa 18 TAC e Risonanze ogni mille abitanti nel Cirotano contro circa 89 esami ogni mille abitanti nell’area Petilia-Mesoraca-Cotronei. Si tratta di un’elaborazione giornalistica sui numeri, contenuti nel piano degli acquisti dell’ASP di Crotone, utile però a rendere evidente la dimensione dello squilibrio strutturale.

Una fotografia che riguarda direttamente i cittadini

Dietro questi numeri non c’è soltanto una questione di budget. C’è soprattutto il grande tema dell’accessibilità alle cure. E delle cure di prossimità. Nel comprensorio Cirotano, per le TAC e le Risonanze Magnetiche, il riferimento privato accreditato, indicato nella documentazione è la Casa di Cura Santa Rita. Nell’Area Vasta del Crotonese per le TAC sono contrattualizzate sia Familiari che il Marrelli Hospital (per le Risonanze Magnetiche il solo Marrelli Hospital). Nell’area del Marchesato per le TAC e le Risonanze entra in gioco la SADEL della famiglia Baffa.

Quando una struttura convenzionata esaurisce la propria capacità mensile ed annuale, il bisogno sanitario non scompare. Semplicemente si sposta. Il paziente deve cercare disponibilità altrove, rivolgersi a Crotone o Rossano o ad altre aree della provincia o fuori provincia. In alternativa, può essere costretto a sostenere e pagare direttamente il costo della prestazione sanitaria.

Per un territorio composto da più comuni, con una popolazione diffusa, con distanze tra Presidi sanitari non irrilevanti, con una orografia complessa ed un sistema viario da terzo mondo (per es. la statale 106), questa condizione produce danni e conseguenze molto concrete: spostamenti non dovuti, costi aggiuntivi da sostenere direttamente, tempi più lunghi e maggiore disagio soprattutto per anziani, malati cronici e famiglie chiamate ad accompagnarli. È questo il punto che trasforma una tabella amministrativa in una questione di interesse pubblico.

Le Analisi Statistiche sulla Specialistica Ambulatoriale dell’ASP di Crotone.

Da una analisi statistica di cui siamo entrati in possesso si evidenzia chiaramente che una politica finalizzata al riequilibrio territoriale (al riequilibrio degli indici di densità ed estensione delle prestazioni su base territoriale) dovrebbe prevedere degli improcrastinabili interventi correttivi.

Per l’Area Vasta Cirotano gli interventi correttivi (interventi da mettere in campo nell’esclusivo interesse dei cittadini e del Territorio) sono fondati su volumi di prestazioni molto superiori rispetto a quelli contrattualizzati dall’Asp di Crotone.

Per le TAC si dovrebbe passare da 397 prestazioni/anno attuali a 1.740/anno. Per le Risonanze Magnetiche dalle 255 prestazioni/anno a 1.405/anno. È una differenza macroscopica che assume un valore particolarmente importante. Non si tratta di un aggiustamento marginale. Per le TAC la differenza è infatti di ben 1.343 prestazioni/anno, mentre per le Risonanze Magnetiche la differenza ammonta a 1.150/anno.

Questa analisi Statistica molto articolata, fatta partendo dai dati contenuti negli atti di Programmazione ASP, dunque, contiene al proprio interno una rappresentazione di fatto del fabbisogno potenziale di tutte le tre Aree Vaste della Provincia di Crotone. Dati di fabbisogno totalmente disallineati rispetto ai volumi realmente contrattualizzati ed assegnati ai cittadini dei diversi territori. Ed è proprio questo uno degli aspetti che merita maggiore approfondimento giornalistico: comprendere il perché questi interventi correttivi non siano già stati adottati nel contratto sottoscritto per il 2025/2026 e soprattutto su quali criteri e su quale impostazione verrà adottata la programmazione territoriale per il 2027 e per anni successivi.

Non una guerra tra territori, ma un problema di equilibrio

L’inchiesta non mette in discussione le prestazioni da assegnare alle Aree di Crotone e di Mesoraca, Petilia o Cotronei. Tutti questi Territori hanno pieno diritto ad una risposta sanitaria adeguata ma non sproporzionata nel confronto provinciale.

Il punto è verificare se anche i Cittadini del Cirotano hanno il diritto di disporre di un’offerta corretta e proporzionata alla propria popolazione, al fabbisogno sanitario e alla necessità di garantire una reale prossimità delle cure. La programmazione sanitaria non può essere letta esclusivamente come una distribuzione di numeri tra strutture sanitarie private.

Ogni prestazione rappresenta una possibilità concreta di accesso alla diagnosi. E proprio per questo la differenza tra territori della stessa provincia assume un peso che va oltre la dimensione amministrativa.

Il nodo della programmazione

Il DCA regionale n. 134 del 17 ottobre 2022 fissava i livelli massimi di finanziamento per le prestazioni della specialistica ambulatoriale privata accreditata e assegnava all’ASP di Crotone circa 8 milioni di euro annui per la specialistica ambulatoriale nel triennio di riferimento e per le prestazioni di APA-PAC.

Ma soprattutto il DCA n. 134/2022 statuiva un principio generale totalmente ignorato e violato non solo nella tornata contrattuale del 2022 ma anche nel piano degli acquisti per il 2025/2026. Il DCA n. 134/2022 statuiva infatti a pag. 11 che “per la definizione dei tetti dei singoli erogatori, da effettuarsi a cura delle Aziende Sanitarie Provinciali,occorreva seguire tra gli altri il seguente criterio:

Zero  priorità e uniformità in ciascun territorio aziendale nell'acquisto delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per le branche per le quali è stata considerata coerente e necessaria una un’azione di potenziamento specificamente finalizzata all'acquisto di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per le quali si registrano ancora tempi di attesa significativamente rilevanti, con particolare riferimento a prestazioni di radioterapia oncologica e di diagnostica per immagine quali TAC, RMN ed ECOGRAFIA;

Come si vede il DCA non individuava solo la cornice economica ma anche i criteri con i quali dovevano predisporsi, a cura delle diverse Aziende Sanitarie Provinciali, i piani degli acquisti delle prestazioni. La cornice economica è certamente regionale, ma all’interno di quella cornice ed a valle assumeva ed assume un ruolo decisivo la programmazione territoriale delle prestazioni fatta dalle diverse Aziende Sanitarie Provinciali.

Ed è proprio su questo terreno che il caso dei Cittadini del Cirotano diventa rilevante e non più procrastinabile. Se la distribuzione dipende dal fabbisogno, occorre capire quanto peso hanno i Cittadini nella programmazione sanitaria e come viene realmente pesata la popolazione residente.

Se lo status quo dovesse mai dipendere dalla produzione storica delle diverse strutture, allora saremmo di fronte ad una politica sanitaria tutta protesa verso gli interessi dei privati e tutta finalizzata a cristallizzare nel tempo (praticamente sine die) differenze e squilibri già da anni esistenti a danno dei cittadini. Occorrerebbe realisticamente considerare le scandalose liste di attesa e sarebbe anche molto utile conoscere il numero dei cittadini del Cirotano costretti ogni anno a spostarsi a proprie spese verso altre aree per effettuare TAC e Risonanze Magnetiche.

Sul punto sappiamo che uno studio su quanti cittadini del Cirotano sono stati annualmente costretti (a loro spese) ad alimentare questo scandaloso fenomeno di migrazione sanitaria infra/provinciale ed infra/regionale, l’ASP di Crotone (sotto la Direzione della Dott.ssa Calamai) lo aveva anche fatto. Studio che con l’uscita della Calamai a fine 2025 è stato riposto e chiuso a chiave in qualche cassetto dell’Azienda Sanitaria. È su questi elementi che si misura la reale equità di una programmazione sanitaria.

La politica locale e un tema rimasto troppo a lungo sotto traccia

La vicenda apre inevitabilmente anche un capitolo politico e istituzionale. Una differenza così marcata e scandalosa nelle assegnazioni di risorse e nella disponibilità delle prestazioni avrebbe meritato negli anni un’attenzione costante da parte delle amministrazioni comunali, dei rappresentanti territoriali e degli organismi chiamati a confrontarsi con l’ASP sulla sanità locale.

Non è possibile, sulla base dei soli documenti analizzati, stabilire quali iniziative siano state eventualmente intraprese e con quali risultati. Ma è evidente che il tema oggi non può più restare confinato negli uffici.

Quando una parte della provincia presenta una disponibilità diagnostica tanto distante da quella di un’altra area meno popolosa, la questione diventa inevitabilmente politica nel senso più concreto del termine: difesa del territorio, rappresentanza degli interessi della comunità e garanzia di pari accesso ai servizi essenziali. Il Cirotano non ha bisogno di privilegi. Ha bisogno di una programmazione che sia spiegabile, verificabile e proporzionata ai bisogni della popolazione.

Il vero banco di prova sarà il 2027

È proprio per questo che il prossimo Piano degli acquisti assume un’importanza particolare. Il 2027 rappresenterà il momento nel quale sarà possibile verificare se la sproporzione evidenziata dai dati 2026 sarà stata affrontata oppure se verrà semplicemente riproposta.

Il punto non è togliere prestazioni ad altri territori.

Il punto è evitare che un comprensorio di oltre 35 mila abitanti continui a partire da una disponibilità diagnostica molto più bassa rispetto alle altre Aree della Provincia e addirittura rispetto ad Aree meno popolose della stessa provincia.

Perché la sanità territoriale si misura anche da questo: dalla possibilità per un cittadino di curarsi e diagnosticarsi senza essere costretto, per carenza di prestazioni convenzionate, a percorrere decine di chilometri o a mettere mano al proprio portafoglio.

I numeri contenuti nei documenti dell’ASP aprono quindi un caso che merita di essere approfondito fino in fondo. Non per alimentare una battaglia di campanile, ma per capire se nella provincia di Crotone l’accesso alla diagnostica convenzionata sia realmente equilibrato tra i diversi territori. E soprattutto per verificare se, nella programmazione 2027, il Cirotano continuerà a convivere con questa distanza o se finalmente verrà introdotto un riequilibrio coerente con popolazione e fabbisogno sanitario.