Uscita dal commissariamento, Figliolia: «Non necessario il visto della Corte dei conti»
Il sottosegretario alla presidenza della Regione ha ricostruito l’iter del provvedimento nel corso di un’intervista: «Dalla Corte un rilievo istruttorio e non un diniego di visto»
Il “visto” della Corte dei conti al decreto di uscita dal commissariamento della sanità non è necessario. A spiegarlo nel corso di un'intervista rilasciata al Quotidiano del Sud è Ettore Figliolia, sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria, che ricostruisce l'iter del provvedimento.
«È stato redatto un piano di rientro» per l'uscita dal commissariamento e «in questo piano ci sono una serie di impegni da rispettare. A fronte di questo ci sono state molteplici valutazioni da parte dei ministeri competenti, in particolare da parte del ministero della Salute. Alla fine siamo arrivati, dopo anche una corretta e doverosa attività istruttoria, a prendere atto degli ottimi, direi miracolosi, risultati raggiunti. Il ministero della Salute al termine di questa istruttoria ha impartito, perché questo è il termine, delle specifiche indicazioni a carattere integrativo del piano di rientro», spiega Figliolia.
«A fronte di queste disposizioni - prosegue - la Regione ha assunto l'impegno a integrare il contenuto del piano con tutte le indicazioni: un impegno politico. E quindi si è arrivati alla delibera del Consiglio dei ministri. Atto che firmano il ministro dell'Economia, il ministro della Salute, e il ministro per gli Affari regionali, preso atto degli esiti di questo contesto istruttorio, e che ha detto ufficialmente 'la Regione Calabria esce dal commissariamento'. Subito dopo il provvedimento è andato all'ufficio centrale di bilancio della presidenza del Consiglio, che interloquisce direttamente con la Corte dei conti».
Sanità, Occhiuto: «Firmata la prima delibera da assessore». E all’opposizione: «Sfigati» – VIDEOLa Corte dei conti - ricostruisce Figliolia - «a fronte di questo atto, prima ha richiesto all'amministrazione statale una serie di elementi informativi di carattere documentale, che sono stati forniti. Dopodiché, da ultimo, ha fatto un rilievo istruttorio. Non quindi un diniego di visto. In sostanza ha detto alla Presidenza del Consiglio 'questo atto voi l'avete mandato al visto e il vostro comportamento è diverso da quello che avete adottato in fattispecie del tutto similari' (come avvenuto qualche anno fa nel caso della Regione Lazio ndr.). Quindi, ha detto la Corte, mi riservo di valutare in via preventiva se effettivamente questa tipologia di atto sconti oppure no il visto. Perché non tutti gli atti amministrativi vanno alla Corte dei conti, in particolare quelli che hanno una valenza politica».
«A fronte di questo rilievo istruttorio l'amministrazione statale - dice Figliolia - ha rivalutato il tutto. Verificato cosa era stato fatto precedentemente per contesti del tutto similari ha potuto effettivamente prendere atto che queste delibere di uscita, di cessazione dal regime commissariale, in passato non erano andate al visto della Corte dei conti. Ora, sulla base di questo, tenuto conto dell'impegno politico della Regione Calabria di recepire integralmente tutte le osservazioni del ministero della Salute, si è andati avanti dicendo: 'A questo punto io non vado neanche ad evadere le attività istruttorie, perché capisco perfettamente che perderei soltanto tempo, perché l'atto non è sottoponibile al visto'».
«I provvedimenti - ha concluso Figliolia - che un'amministrazione statale può rivalutare sono tanti. A mio modesto avviso, a fronte dell'impegno regionale a recepire le indicazioni dei ministeri vigilanti, è dimostrata la valenza quantomeno parzialmente politica dell'atto, nell'ottica di rispettare le esigenze di bilancio perseguendo le finalità di complessivo miglioramento. Non mi sembra che vi sia un'esigenza di pubblicazione in Gazzetta ufficiale di un deliberato consiliare, addirittura quale condizione di efficacia del provvedimento medesimo».
Palazzo Chigi - secondo quanto si apprende - già nella serata del 24 giugno ha scritto una lettera alla Corte dei conti ritirando dal vaglio la delibera di uscita dal commissariamento della Regione Calabria e rendendola così immediatamente operativa.