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25/02/2026 ore 18.52
Spettacolo

È alla sua terza partecipazione a Sanremo, Leo Gassmann: «In tempi bui cantare l’amore è un atto di coraggio»

In gara con “Naturale”, il cantautore e attore romano si racconta: «La rivoluzione può partire dal celebrare l’amore. Se perdiamo la speranza diventiamo passivi, la luce va cercata e difesa»

di Luca Varani

“Cantare l’amore è l’arma più potente che abbiamo”, sostiene il cantautore e attore romano Leo Gassmann, convinto che proprio dalle cose semplici possa nascere una nuova forma di resistenza emotiva e culturale. “La rivoluzione può partire dal celebrarlo, l’amore. È un modo per reagire al buio che stiamo attraversando”.

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Un messaggio contro la paura

Il brano sanremese anticipa il nuovo album, Vita Vera Paradiso, in uscita il 10 aprile: un progetto che si muove tra sonorità country e suggestioni dei grandi cantautori italiani del passato, con un filo conduttore dichiaratamente ottimista. Un disco “solare”, come lo definisce lui stesso, che prova a restituire fiducia in un’epoca dominata da sfiducia e polarizzazioni. Secondo Gassmann, oggi “c’è poca voglia di volersi bene”. Le notizie quotidiane alimentano la percezione di un nemico costante e di un peggioramento continuo della realtà. Eppure, insiste, “le cose belle esistono, la luce c’è, va solo cercata e sostenuta”.

Non si considera un guru né un cantautore politico. Piuttosto, un artista che sente l’urgenza di ribadire a sé stesso – prima ancora che agli altri – la necessità della speranza. “Quello che canto lo ripeto ogni mattina allo specchio. Se perdiamo la speranza diventiamo passivi, paralizzati dalla paura”.

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La serata cover con Aiello

Per la tradizionale serata delle cover, Gassmann salirà sul palco insieme a Aiello, reinterpretando “Era già tutto previsto” di Riccardo Cocciante. La scelta non è casuale: in un “mondo plastificato”, dice, autenticità e trasparenza sono ciò che le macchine non possono replicare.

“Giocheremo sulla sincerità. Ci metteremo tanto amore, ci divertiremo, ci emozioneremo. Probabilmente piangerò”, anticipa. Una performance che promette intensità emotiva più che effetti speciali.

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Una generazione alla ricerca di dialogo

Il discorso si allarga poi alla sua generazione, segnata dalla pandemia e dalle sue conseguenze psicologiche e sociali. Il Covid ha costretto molti giovani a confrontarsi prematuramente con i propri “mostri interiori”, rallentando i processi di socializzazione proprio negli anni cruciali della formazione.

Le ricadute, secondo Gassmann, sono ancora visibili: isolamento, chiusura, difficoltà relazionali, fenomeni come il dismorfismo digitale. La via d’uscita? Tornare al dialogo. “Aprire una conversazione è già un atto di coraggio”.

Tra le letture che consiglia c’è La teoria di lasciare andare di Mel Robbins, un libro che affronta proprio il tema della liberazione dalle paure e dai condizionamenti.

Tra musica e recitazione: il lavoro prima di tutto

Definirlo ancora “figlio d’arte” appare riduttivo. Negli ultimi anni Leo ha costruito un percorso personale sia nella musica sia nella recitazione. Il successo, assicura, non è frutto del caso. “Il duro lavoro c’è, e ce n’è tanto. Preparazione, studio, voglia di migliorarsi ogni giorno”.

Se qualcosa non è all’altezza delle aspettative, personali prima ancora che esterne, se ne accorge. E riparte. “Si può sempre essere migliori, trovare un’identità più forte”.

Il momento, ammette, è positivo: dalla musica alla partecipazione a Sanremo, fino agli impegni televisivi come la serie Rai “L’invisibile”. Ma non è tempo di sedersi sugli allori. “C’è ancora tanto da crescere”.

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L’orizzonte

Per Gassmann la vita è “una grande opportunità”. Un concetto che può sembrare retorico, ma che per lui è concreto: “Quello che stiamo vivendo ora non tornerà più. Va vissuto fino in fondo”. Il suo orizzonte è chiaro: fare musica, fare cinema, divertirsi, migliorarsi. E soprattutto regalare sorrisi, far sentire le persone riconosciute nelle sue canzoni e nei suoi personaggi. In un tempo che tende a dividere, per lui l’arte resta uno spazio di unione.

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