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02/06/2026 ore 17.03
Spettacolo

Lucio Presta senza filtri: «Quando Benigni disse “Da Cosenza è partito l’uragano”. Io presuntuoso come ogni calabrese»

Dal Festival della Tv di Dogliani, il manager calabrese racconta i rapporti spezzati con Paolo Bonolis e Amadeus, rivela quanto guadagnava dai suoi artisti e ripercorre i momenti più difficili della sua vita. Tra confessioni, rancori e richieste di pace, il manager apre il libro dei conti dello spettacolo italiano

di Redazione Spettacolo

Sotto il sole del Festival della Tv di Dogliani, Lucio Presta sceglie di mettere da parte la diplomazia e raccontare la sua verità. Lo fa dialogando con Giovanni Minoli e presentando il libro L’uragano. Sole, fulmini e saette, un titolo che, racconta, gli fu ispirato da una poesia scritta da Roberto Benigni per il suo cinquantesimo compleanno, una quartina che si apriva con “Da Cosenza è partito l’uragano”. 

«Sono una giornata di sole, ma può scatenarsi la tempesta se mi pestano i piedi», dice il manager calabrese nel resoconto offerto da La Stampa, ammettendo senza esitazioni uno dei suoi difetti più evidenti: «Sono permaloso come pochi al mondo». E presuntuoso «come tutti i calabresi».

Tra battute, provocazioni e ricordi personali, Presta apre una finestra su decenni di televisione italiana, intrecciando successi professionali e ferite private.

Il rapporto con Bonolis e la condizione per tornare amici

Il passaggio più atteso riguarda inevitabilmente Paolo Bonolis, con cui il rapporto si è deteriorato dopo anni di collaborazione e amicizia.

Presta respinge ancora una volta le voci che in passato avevano alimentato tensioni e sospetti attorno alla sua figura e all’ex moglie del conduttore. Secondo il manager, quelle indiscrezioni avrebbero avuto un solo obiettivo: allontanare due persone legate da un rapporto profondo.

L’apertura alla riconciliazione, però, arriva con una condizione precisa. Davanti a Minoli, Presta afferma che una pace è possibile soltanto se non sarà più costretto a frequentare la moglie di Bonolis. Una frase che riaccende immediatamente l’attenzione su una delle rotture più discusse del mondo televisivo.

Nonostante tutto, il manager non nasconde il rimpianto: «Mi manca l’amico». 

Il retroscena sui guadagni: «Prendevo il 12 per cento»

Parlando del lungo sodalizio professionale con Bonolis, Presta evita di quantificare il volume d’affari generato negli anni, ma lascia intendere che si tratti di cifre enormi.

«È il bilancio di una cittadina medio-grande», osserva con orgoglio. Sulla sua percentuale, invece, non ha problemi a essere preciso: «Io prendevo il 12 per cento».

Una frase che restituisce la dimensione economica di uno dei rapporti professionali più redditizi della televisione italiana.

La stoccata ad Amadeus e il ruolo delle mogli degli artisti

Nel corso dell’incontro emerge anche il nome di Amadeus. E anche in questo caso Presta sceglie parole destinate a far discutere.

Secondo il manager, molti problemi nascono quando artisti di grande successo si circondano delle persone sbagliate. Da qui il riferimento al conduttore, accompagnato da una riflessione più ampia sul ruolo che mogli e mariti possono avere nella carriera dei personaggi pubblici.

Per Presta, chi vive accanto a un artista può rappresentare una straordinaria risorsa oppure trasformarsi in un elemento di conflitto capace di compromettere equilibri consolidati.

Dalla Calabria alla televisione: l’ascesa dell’«uragano»

Dietro l’immagine del potente agente televisivo si nasconde però una storia personale segnata da eventi dolorosi. Presta ricorda la madre morta durante il parto, l’infanzia trascorsa con il nonno e gli anni difficili vissuti sotto il peso di un’inchiesta giudiziaria da cui è poi uscito.

Parla anche del padre, che definisce uno dei grandi avvocati del Novecento, e di una lezione rimasta impressa nella sua memoria: nella vita esistono poche cose davvero irrimediabili, tra queste avere a che fare con la giustizia.

Accanto alle ferite personali c’è poi il percorso professionale che lo ha portato a diventare uno dei manager più influenti dello spettacolo italiano, rappresentando alcuni dei volti più popolari della televisione.

Le scuse pubbliche e il rimpianto più grande

Tra i momenti più inattesi dell’incontro c’è quello dedicato alle scuse. Presta ne rivolge una a Paola Perego, ammettendo di non aver fatto abbastanza quando il suo programma venne chiuso. E ne rivolge un’altra allo stesso Minoli, che all’epoca fu tra i pochi a difendere pubblicamente la conduttrice.

Scuse arrivate con anni di ritardo, ma che segnano uno dei pochi momenti di vulnerabilità mostrati pubblicamente dal manager.

Alla fine, però, il dolore più grande resta personale. Non la carriera politica mancata, non le battaglie televisive, non le amicizie finite. «Il vero dolore», lascia intendere Presta, «è non aver conosciuto mia madre e aver perso la madre dei miei figli».

Un passaggio che chiude il racconto dell’uomo che per anni ha gestito i protagonisti della televisione italiana, ma che oggi sceglie di raccontare soprattutto se stesso.