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27/09/2026 ore 20.59
Spettacolo

Tra le stelle del cinema, Tropea si illumina per il gran finale del Film Festival: ecco i vincitori

Una settimana di grandi protagonisti, incontri ed emozioni. Marco Giallini ospite d’onore della serata conclusiva, tra applausi e una straordinaria partecipazione di pubblico. Premiati il miglior corto e lungometraggio

di Francesco Graziano

A Tropea il cinema non è andato semplicemente in scena. Ha preso la città, l’ha attraversata, l’ha fatta vibrare. Per una settimana le storie del grande schermo hanno incontrato il pubblico nella cornice della Perla del Tirreno, fino alla serata conclusiva, quando il Festival ha raccolto tutto il calore di un’edizione cresciuta appuntamento dopo appuntamento.

Una platea numerosa e partecipe ha accompagnato il gran finale della quarta edizione del Tropea Film Festival, trasformando la serata in una grande festa dedicata alla settima arte. Sul palco sono saliti attori, registi e protagonisti del cinema italiano, in un intreccio di volti, racconti e riconoscimenti che ha dato alla manifestazione il respiro di un appuntamento ormai consolidato.

A illuminare la serata è stata la presenza di Marco Giallini, ospite d’onore, insieme a Desirée Popper, madrina del Festival, Madalina Ghenea, Antonio Catania, Andrea Roncato, Luca Lucini, Gaia Messerklinger, Mimmo Calopresti e Marcello Fonte. Con loro Neri Parenti, regista e presidente della Giuria Cortometraggi, e Tiziana Rocca, produttrice, direttrice artistica del Taormina Film Festival e presidente della Giuria Lungometraggi.

Il momento più atteso è arrivato con la proclamazione dei vincitori del Concorso Ufficiale. Il premio per il Miglior Lungometraggio è andato a Squali di Daniele Barbiero, mentre quello per il Miglior Cortometraggio ha premiato Il Comico di Andrea Belcastro. Grande spazio anche ai giovani con “Un corto per Tropea”, il contest realizzato con il tutoraggio di Mimmo Calopresti e Marcello Fonte. Per la categoria entry level ha vinto L’obiettivo di un’estate; nella categoria professional il riconoscimento è andato a Il fasto mancato di Mattia Filice. A firmare i premi, le creazioni del maestro orafo Michele Affidato, diventate il simbolo tangibile di una serata che ha messo insieme talento, passione e territorio.

Una scommessa diventata realtà

Quando quattro anni fa il progetto prendeva forma: l’obiettivo era colmare un’assenza. Oggi quella scommessa ha un pubblico, una storia e una nuova edizione appena consegnata alla memoria. «Il claim della prima edizione era proprio questo: “Il festival che non c’era, adesso c’è” - racconta il direttore artistico Emanuele Bertucci -. Immaginavo che una città come Tropea non potesse vivere e non avere un festival del cinema. Tropea ha dato i natali a Raf Vallone, è stata la location di tantissime serie e film, non poteva non avere un festival del cinema e quindi l’abbiamo creato». Una frase che racchiude il senso di un percorso che ha trovato nella partecipazione del pubblico una delle sue conferme più evidenti. Un percorso nel quale il territorio non è stato semplice sfondo, ma parte integrante del racconto. E Tropea, con la sua bellezza e la sua lunga relazione con il mondo dell’audiovisivo, si è rivelata ancora una volta una scenografia naturale capace di esaltare l’incontro tra cinema e paesaggio.

Lo sguardo rivolto ai giovani

Tra le direttrici più importanti indicate da Bertucci c’è quella dedicata alle nuove generazioni. «Per me i giovani sono la prima operazione», sottolinea il direttore artistico – . Abbiamo invitato i ragazzi del CIPS, Cinema e Immagini per la Scuola, un programma del Ministero. Noi siamo veramente a favore dei giovani, li vogliamo coinvolgere ma come attori, non come gregari». È anche attraverso iniziative come “Un corto per Tropea” che il Festival prova a lasciare qualcosa oltre la singola manifestazione: non soltanto offrire una vetrina, ma creare occasioni perché chi è giovane possa avvicinarsi al cinema, sperimentare, raccontare e trovare il proprio linguaggio. La quarta edizione ha inoltre guardato alla memoria, rendendo omaggio a Marilyn Monroe, nel centenario della nascita, e a Raf Vallone, nel 110° anniversario della nascita. Due figure simbolo di epoche differenti, unite dal filo della settima arte.

Le luci della serata conclusiva si sono spente, ma resta l'entusiasmo di una settimana che ha trasformato la Perla del Tirreno in un palcoscenico internazionale. E sotto il cielo di settembre, mentre scorrono gli ultimi titoli di coda, Tropea guarda già al futuro. Perché le grandi storie non finiscono con un applauso: aspettano soltanto il prossimo ciak.