Aquilani, i pilastri giallorossi e i giovani terribili: così il Catanzaro è diventato una grande della Serie B. Il pagellone
La delusione contro il Monza non cancella il percorso di una squadra cresciuta tra qualità, organizzazione e coraggio. Aquile tutte abbondantemente sopra la sufficienza
Una stagione che ha confermato il Catanzaro tra le grandi realtà della Serie B. Quinto posto in campionato, playoff vissuti da protagonista fino alla finale contro il Monza e una squadra che, dopo il cambio di guida tecnica, è riuscita a mantenere identità, ambizione, riuscendo a mettere sul campo un gioco di qualità visto pochissimo in Italia. Alberto Aquilani ha raccolto l'eredità di Caserta dando nuove idee senza snaturare il progetto costruito dalla società di Floriano Noto e dal ds Polito. Simboli come Petriccione, Brighenti, Pontisso e Iemmello e attorno a loro sono cresciuti giovani di prospettiva come Liberali, Alesi e Favasuli.
Mirko Pigliacelli – Voto 8,5
Ha dato sicurezza all'intero reparto arretrato, forse il miglior portiere della Serie B. Pigliacelli ha portato esperienza, leadership e quella personalità che spesso distingue una buona squadra da una squadra vincente. Nel corso della stagione è stato decisivo in numerose gare, soprattutto nei momenti di maggiore sofferenza, trasmettendo tranquillità ai compagni. Non è stato soltanto un portiere affidabile tra i pali, ma anche un riferimento nello spogliatoio. La sua capacità di guidare la linea difensiva ha consentito al Catanzaro di mantenere equilibrio anche quando gli automatismi non erano perfetti. Nei playoff ha confermato il suo livello con prestazioni di spessore. Se il Catanzaro è arrivato fino all'ultimo atto della stagione, una parte consistente del merito appartiene al numero uno giallorosso, diventato rapidamente uno dei leader tecnici e carismatici della squadra.
Costantino Favasuli – Voto 9
La rivelazione della fascia. Arrivato tra curiosità e aspettative, ha saputo trasformarsi in uno dei giocatori più continui dell'intera stagione. Ha garantito corsa, aggressività e qualità nelle due fasi, risultando spesso determinante nella costruzione del gioco offensivo. Aquilani gli ha chiesto sacrificio e intensità, ricevendo risposte puntuali. Non si è limitato a spingere ma ha imparato a leggere i momenti della gara, diventando sempre più maturo tatticamente. La crescita registrata nel corso dei mesi è stata evidente e rappresenta uno dei successi più importanti del lavoro tecnico svolto quest'anno. Nei playoff ha dimostrato di non soffrire la pressione delle grandi occasioni. Il Catanzaro ha trovato in lui un patrimonio tecnico da valorizzare ulteriormente.
Matias Antonini – Voto 8
Il pilastro della difesa. Antonini ha confermato quanto di buono aveva già mostrato nelle stagioni precedenti, aggiungendo ulteriore maturità e continuità. Forte fisicamente, aggressivo negli anticipi e autorevole nel gioco aereo, è stato il punto di riferimento del reparto. Quando la squadra ha attraversato momenti complicati, lui ha sempre dato la sensazione di poter reggere l'urto. Ha mostrato anche una crescita nella gestione del pallone e nella lettura delle situazioni difensive. La sua presenza ha consentito al Catanzaro di affrontare attaccanti di alto livello senza perdere equilibrio. Uno dei migliori difensori della categoria.
Nicolò Brighenti – Voto 8
Il veterano che continua a essere indispensabile. Brighenti ha garantito esperienza e senso della posizione, risultando prezioso soprattutto nei momenti più delicati della stagione. Non ha più la brillantezza atletica di qualche anno fa, ma compensa con intelligenza tattica e letture sempre corrette. È stato il classico giocatore che gli allenatori vorrebbero sempre avere a disposizione: affidabile, equilibrato e capace di trasmettere serenità ai compagni. La sua stagione non sarà ricordata per numeri eclatanti. Il suo peso specifico all'interno del progetto resta enorme.
Tommaso Cassandro – Voto 8
Stagione positiva, il bilancio finale va ben oltre la sufficienza. Ha offerto corsa, disponibilità e spirito di sacrificio, risultando spesso utile sia in fase offensiva sia in copertura. In alcune gare è stato determinante per la capacità di creare superiorità numerica. Gli è mancata forse un po' di continuità per fare il definitivo salto di qualità, ma il contributo fornito alla squadra è stato importante. Un giocatore che si è sempre fatto trovare pronto.
Gabriele Alesi – Voto 8
La sorpresa più bella della stagione. Giovane, talentuoso e senza paura. Alesi ha conquistato spazio progressivamente, mostrando personalità rara per la sua età. Quando è stato chiamato in causa ha portato qualità, inserimenti e imprevedibilità. Non si è limitato a fare esperienza ma è diventato un fattore concreto. Il gol di Pescara è soltanto uno degli episodi che hanno certificato la sua crescita. Il Catanzaro ha trovato un prospetto di assoluto valore e la sensazione è che il meglio debba ancora arrivare.
Ruggero Frosinini – Voto 8
Ha svolto il proprio compito con serietà e applicazione. Non sempre titolare, ma spesso utile nelle rotazioni. Ha garantito affidabilità e spirito di servizio, con picchi nel finale di stagione che lo hanno portato anche al gol in diverse occasioni. In una stagione lunga e impegnativa, avere giocatori capaci di garantire rendimento quando chiamati in causa è fondamentale. Lui ha assolto perfettamente questo ruolo.
Fabio Rispoli – 7.5
Uno di quei giocatori che magari non finiscono sempre in copertina, ma che durante la stagione diventano indispensabili. Rispoli è arrivato a Catanzaro come prospetto interessante dal Como e, settimana dopo settimana, si è ritagliato spazio e credibilità all'interno del gruppo. Classe 2006, ha mostrato una personalità sorprendente per età e responsabilità del contesto. Non ha avuto l'impatto mediatico di Liberali o la continuità di Petriccione, ma il suo percorso è stato uno dei più interessanti dell'intera stagione giallorossa.
Jacopo Petriccione – Voto 9
Il cervello della squadra. Ancora una volta. Petriccione ha rappresentato il punto di incontro tra qualità e ordine tattico. Ogni azione importante passava dai suoi piedi. Ha gestito tempi e ritmi con la consueta eleganza, diventando il riferimento del gioco giallorosso. Anche nelle gare più tese non ha perso lucidità. La sua importanza va oltre le statistiche: è il giocatore che dà identità al Catanzaro. Una stagione da leader silenzioso.
Simone Pontisso – Voto 8,5
L'equilibratore. Meno appariscente rispetto ad altri compagni ma fondamentale per il funzionamento del centrocampo. Ha unito quantità e qualità, garantendo inserimenti, pressing e lavoro sporco. Aquilani si è affidato spesso alla sua affidabilità. Ha disputato una stagione di sostanza, diventando uno degli uomini più preziosi nelle dinamiche della squadra.
Federico Di Francesco – Voto 7,5
Talento e imprevedibilità. Quando è stato bene fisicamente ha dimostrato di poter fare la differenza. Le sue accelerazioni e la capacità di saltare l'uomo hanno rappresentato un'arma importante. Gli è mancata forse la continuità necessaria per incidere ancora di più, ma il contributo complessivo è stato positivo, soprattutto nel finale di stagione e nei playoff. Un giocatore che ha spesso cambiato il volto delle partite.
Pietro Iemmello – Voto 8
Il re. Il simbolo. L'uomo che continua a trascinare il Catanzaro. Ancora una volta decisivo con gol, assist e leadership. La doppietta contro il Palermo nei playoff resterà una delle immagini simbolo della stagione. Non è stato soltanto il miglior attaccante della squadra ma il riferimento emotivo di un'intera città. Ha chiuso un'altra stagione ad altissimo livello, confermando di essere uno dei migliori giocatori della Serie B. Peccato per le due gare della finale playoff dove, forse, ha sentito troppo il peso della maglia della sua città. Ma se il Catanzaro é rinato ed è tornato a far parlare di sé in tutto lo stivale in questi ultimi anni, il merito è per gran parte suo.
Mattia Liberali – Voto 8,5
Il talento che ha acceso la fantasia dei tifosi. Liberali ha mostrato lampi di classe superiore, abbinando tecnica, visione e personalità. I gol e gli assist hanno certificato il suo impatto. Ha ancora margini enormi di crescita ma ha già dimostrato di poter essere protagonista. Il Catanzaro gli ha offerto il contesto ideale per maturare e lui ha risposto con prestazioni sempre più convincenti.
Filippo Pittarello – Voto 8
Una delle piacevoli sorprese dell'anno. Non aveva i riflettori addosso come altri compagni, ma si è ritagliato uno spazio importante grazie al lavoro quotidiano e alla capacità di rendersi utile alla squadra. Ha interpretato il ruolo con generosità e spirito di sacrificio, diventando una risorsa preziosa. Anche quando non ha segnato, ha contribuito al gioco offensivo.
Alberto Aquilani – Voto 9
Dopo alcune critiche iniziali Aquilani è riuscito con intelligenza e coraggio ha dimostrare che l’allenatore lo sa fare e pure bene. Ha valorizzato i giovani, mantenuto competitiva la squadra e portato il Catanzaro fino alla finale playoff. Ha saputo dare una nuova identità senza distruggere quanto costruito in precedenza. Il percorso compiuto durante la stagione testimonia crescita tecnica e mentale. Le lacrime dopo la disfatta di Monza dimostrano che oltre a essere un grande allenatore è anche un grande uomo.
Ciro Polito – Voto 9
Probabilmente il vero architetto del progetto. Ha costruito una rosa equilibrata, sostenibile e competitiva. Molti giovani arrivati a basso costo hanno aumentato il proprio valore, dimostrando la qualità delle scelte effettuate. Ha saputo coniugare ambizione e sostenibilità, creando uno dei modelli più interessanti della categoria.
Floriano Noto – Voto 9
Il padre della rinascita giallorossa. Da anni garantisce stabilità economica, programmazione e visione. Il Catanzaro non è più una sorpresa ma una realtà consolidata della Serie B grazie al lavoro della proprietà. La finale playoff persa contro il Monza lascia amarezza, ma non cancella il percorso straordinario costruito negli ultimi anni. Noto ha restituito credibilità e orgoglio a una piazza che oggi può guardare al futuro con fiducia.