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22/05/2026 ore 17.12
Sport

Bianco scuote il Monza: «A Catanzaro sognano la Serie A da 40 anni, ma noi vogliamo tornarci subito»

Il tecnico brianzolo presenta la finale playoff del Ceravolo: «Serviranno concentrazione e zero errori contro una squadra con identità e qualità»

di Francesco Roberto Spina

Centottanta minuti per inseguire la Serie A. Il Monza di Paolo Bianco si prepara alla finale playoff di Serie B contro il Catanzaro, con l’andata in programma domenica alle ore 20 allo stadio Ceravolo e il ritorno all’U-Power Stadium il 29 maggio, nella doppia sfida che assegnerà l’ultimo pass per la massima serie dopo le promozioni di Venezia e Frosinone.

Il tecnico brianzolo predica attenzione, consapevole che in gare di questo peso ogni errore può risultare decisivo. «In queste partite dobbiamo limitare il margine di errori, possibilmente non facendoli, perché abbiamo poco tempo per recuperare. Nella partita di Castellammare di Stabia siamo usciti per quindici minuti e abbiamo subito due gol, dobbiamo cercare di rimanere concentrati per centottanta minuti», ha spiegato in conferenza stampa.

Bianco si aspetta un ambiente caldo al Ceravolo, spinto dall’entusiasmo di una piazza che sogna il ritorno in Serie A dopo oltre quarant’anni, ma non nasconde le ambizioni del Monza, deciso a ritrovare immediatamente la categoria persa appena dodici mesi fa: «Le persone di Catanzaro pensano al campo, al calcio, per loro è tantissimi anni che non vanno in Serie A. Noi vogliamo tornarci il prima possibile. Sarà una partita bellissima».

Il tecnico biancorosso riconosce il valore dell’avversario e del lavoro svolto da Aquilani, capace di portare i giallorossi a un passo da un traguardo storico. «Il Catanzaro ha perso pochissimo in casa, è una squadra che ha identità, qualità e sa stare in campo. L’ambiente sogna da oltre quarant’anni, ma noi abbiamo il nostro obiettivo».

Particolare attenzione anche alla struttura del club di Floriano Noto, indicato da Bianco come esempio di continuità e organizzazione. «Aquilani è un allenatore forte - ha affermato - , hanno un direttore fortissimo come Ciro Polito e un presidente che fa le cose per bene. Se per tre anni sono arrivati ai playoff significa che dietro c’è il lavoro di tutte le componenti».