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25/04/2026 ore 18.50
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Caso arbitri: chi è Domenico Rocca, dalla Calabria all’inchiesta su Rocchi che scuote l’Aia

L’ex assistente arbitrale della sezione Aia di Catanzaro e vicepresidente del Consiglio comunale di Pizzo è al centro del caso che ha portato all’indagine su Rocchi. Dalla lettera-denuncia del 2025 al post sui social: «Chi di spada ferisce, di spada perisce»

di Francesco Roberto Spina

Da Pizzo, sulla costa tirrenica vibonese, fino al cuore di una delle inchieste più delicate degli ultimi anni nel calcio italiano.Il nome di Domenico Rocca è diventato in poche ore uno dei più citati nel panorama sportivo nazionale, dopo che la sua lettera-denuncia, risalente al maggio 2025, ha di fatto innescato il caso che ha portato all’indagine sul designatore Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva.

Arbitri, il designatore Rocchi indagato per concorso in frode sportiva. Il caso nasce dalle accuse del calabrese Rocca

Domenico Rocca, chi è l’ex assistente al centro del caso arbitri e dell’inchiesta su Rocchi

Classe 1985, calabrese, Rocca ha costruito la sua carriera dentro l’Associazione Italiana Arbitri partendo giovanissimo. Inizia ad arbitrare a 15 anni, cresce nella sezione Aia di Catanzaro e percorre tutta la trafila: dalle categorie regionali alla CAN D, poi la CAN Pro, fino al passaggio da arbitro ad assistente nel 2015, dopo il corso al Centro tecnico di Coverciano. Il traguardo più atteso arriva il 12 febbraio 2017, quando esordisce in Serie A come guardalinee in Torino-Pescara.

Negli anni successivi alterna presenze tra Serie A e Serie B, entrando stabilmente nei quadri nazionali. La scorsa stagione, però, segna una svolta. Nel campionato 2024-2025 viene designato 14 volte – una gara nella massima serie e tredici nella cadetteria – prima di essere inserito, a fine stagione, tra i 14 assistenti dismessi. Una decisione che, secondo la sua versione, non sarebbe stata accompagnata da criteri chiari né da spiegazioni puntuali.

È in questo contesto che nasce la lettera inviata alla Commissione Arbitrale Nazionale. Un documento lungo, dettagliato, in cui Rocca denuncia presunte anomalie nella gestione delle designazioni e delle valutazioni, parlando di «sistema opaco», di voti alterati e di mancanza di uniformità nei criteri adottati. Tra i passaggi più rilevanti, il riferimento ad alcune gare finite al centro delle polemiche arbitrali, come Udinese-Parma e Inter-Roma, oltre a un episodio legato a Napoli-Fiorentina del maggio 2024.

Arbitri, l'assistente calabrese Rocca fa tremare l’Aia: «Errore su Inter–Roma ammesso, ma ignorato»

La segnalazione viene rilanciata anche dal network LaC News24 e provoca una reazione immediata. L’Aia  guidata dal presidente Antonio Zappi, trasmette gli atti alla Procura federale della Figc. Sul piano sportivo la vicenda viene archiviata, ma il caso non si chiude.

Nelle ultime ore, a riaccendere l’attenzione è stato anche un messaggio pubblicato dallo stesso Rocca sui social. «Chi di spada ferisce, di spada perisce», ha scritto su Facebook, in un post che suona come una frecciata dopo l’iscrizione di Rocchi nel registro degli indagati.

Intanto, quella stessa lettera è diventata uno degli elementi finiti all’attenzione della Procura di Milano, che ha avviato accertamenti su alcune delle circostanze segnalate. Da qui il passaggio alla dimensione penale e l’apertura di un’inchiesta che riporta il nome di Rocca al centro del dibattito.

Oggi l’ex assistente arbitrale è impegnato anche nella vita pubblica locale come vicepresidente del Consiglio comunale di Pizzo. Ma, anche se non è più sui campi di Serie A, resta la figura da cui prende forma una vicenda che ha attraversato giustizia sportiva e ordinaria, riportando sotto i riflettori il funzionamento del sistema arbitrale italiano.