Catanzaro-Frosinone 2-2, Iemmello: «Oggi si è visto il coraggio e la personalità della squadra, contro un avversario forte»
Il capitano elogia coraggio e personalità contro una delle big del campionato: «Lo spogliatoio era quasi deluso per il risultato. È segnale di una mentalità che punta in alto»
Orgoglio, lucidità e mentalità. Pietro Iemmello, attaccante e capitano dell’US Catanzaro 1929, analizza il 2-2 contro il Frosinone con la consapevolezza di chi sa leggere oltre il risultato: spettacolo, coraggio e un pizzico di amarezza per un doppio vantaggio sfumato.
«È stata una partita bellissima, soprattutto per chi ama il calcio. Due squadre che non hanno speculato sul risultato, che si sono giocate la gara a viso aperto, che si sono tirate i cazzotti ogni minuto, ogni momento della gara. Devo fare i complimenti al Catanzaro perché oggi si è visto il coraggio e la personalità di come volevamo affrontare una squadra forte».
Il capitano riconosce il valore dell’avversario: «Il Frosinone è una squadra fortissima, allenata bene, si sta giocando il primo e il secondo posto, quindi hanno tutti i meriti di questo mondo».
Resta però un po’ di amaro in bocca: «Eravamo sul 2-0 e aver preso quel gol subito dopo averlo fatto ci ha un po’ destabilizzato. Però, analizzando la partita a mente lucida, potevamo vincere noi come potevano vincere loro. Penso sia stato un pareggio giusto, anche se rimane quella sensazione per il doppio vantaggio».
La fotografia più significativa è nello spogliatoio: «A fine partita non ti dico che c’era delusione, ma quasi. Questo ti fa capire la mentalità che si è creata, quella che ci hanno dato l’allenatore e la società. È un segnale che fa ben sperare».
Il confronto con il passato è chiaro: «Negli anni scorsi, a salvezza ottenuta, c’era stato un calo fisiologico. Oggi vedere i miei compagni tristi dopo una partita così importante contro una squadra veramente forte significa che siamo cresciuti».
Sulla differenza tra le due squadre: «Il Frosinone è la stessa squadra dell’anno scorso, ha cambiato solo l’allenatore. Ha una base consolidata. Noi ogni anno cambiamo 10, 12, 13 giocatori e ripartiamo quasi da zero. L’inizio in Serie B pesa tanto, perché partire forte ti consolida in alto. La differenza sta nella continuità del gruppo».
Spazio anche ai giovani: «I giovani sono la linfa vitale per le squadre, e noi ne abbiamo di veramente forti. In Italia non è facile farli giocare, ma qui abbiamo un allenatore che ha sempre lavorato con i giovani e una società che dà fiducia. È il mix perfetto. Poi è chiaro che un giovane deve essere bravo, non gioca solo perché è un 2006 o un 2007».
Ritmi altissimi e gara intensa: «Potevamo fare gol anche prima perché abbiamo avuto parecchie occasioni. Contro di loro, se sei cinico, puoi farne parecchi perché ti concedono tanto. Ma allo stesso tempo abbiamo subito e Pigliacelli ha fatto dei miracoli, bisogna fargli i complimenti perché ha tenuto il risultato a galla».
Ora testa alla prossima sfida: «Adesso viene il difficile, perché dopo una prestazione del genere andare a giocare a Carrara può essere insidioso mentalmente. Dobbiamo raddoppiare la concentrazione e l’attenzione per fare la partita che dobbiamo fare».
Sull’asticella: «Quando parlo di alzarla non parlo di mercato o di milioni spesi. Alzare l’asticella significa non accontentarsi quotidianamente, a partire dai giocatori. Sappiamo che ce la possiamo giocare con tutti. Abbiamo l’esperienza di due playoff e sappiamo che la posizione di classifica è determinante, ma dobbiamo preoccuparci solo se sbagliamo atteggiamento».
Chiusura dedicata ai tifosi: «Sono stati bravissimi, si stanno comportando da tifoseria intelligente. Ieri a San Floro sono stati fantastici e oggi abbiamo sentito la loro spinta. Ci hanno dato qualcosa in più».
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