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22/05/2026 ore 06.52
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Catanzaro in finale playoff, Iemmello simbolo di un sogno nato in curva da bambino e vissuto da capitano

VIDEO | Al rientro in città la festa dei tifosi per i giocatori giallorossi e in particolare per il numero 9: una storia d’amore che unisce squadra e popolo 

di Giampaolo Cristofaro

C’è un’immagine che più di tutte racconta il senso profondo della corsa del Catanzaro verso la finale playoff: un bambino in curva, avvolto nei colori giallorossi, gli occhi pieni di appartenenza e sogni. Quel bambino oggi è il capitano delle Aquile. E si chiama Pietro Iemmello.

La storia del numero 9 giallorosso è diventata il simbolo perfetto della stagione del Catanzaro. Nato nel capoluogo calabrese il 6 marzo 1992, cresciuto respirando il calcio della sua città, Iemmello ha attraversato campi, categorie ed esperienze lontano dalla Calabria prima di tornare finalmente “a casa”, indossando la maglia che aveva sempre sognato.

Non è soltanto il bomber della squadra. È il volto di un’identità ritrovata. Uno di quei calciatori che riescono a incarnare la propria gente, il senso di appartenenza e la memoria collettiva di una tifoseria intera. Da ragazzo stava sugli spalti del Ceravolo, oggi trascina il Catanzaro sul campo, con la fascia al braccio e il peso di una città sulle spalle.

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La conquista della finale playoff assume così un significato ancora più forte. Non è soltanto il traguardo sportivo di una squadra costruita bene e capace di entusiasmare. È la rivincita romantica di un’intera comunità che vede uno dei suoi figli guidare il sogno giallorosso. Un capitano nato sotto gli stessi cieli, cresciuto negli stessi quartieri e formato dalla stessa passione di chi oggi riempie la curva.

E la dimostrazione più evidente del legame tra Iemmello e la sua gente è arrivata anche al ritorno della squadra in città dopo la semifinale playoff. Ad attendere il Catanzaro c’erano centinaia di tifosi in festa, con cori continui dedicati al capitano giallorosso. Un’accoglienza carica di emozione, simbolo di un rapporto che va oltre il calcio e che oggi rappresenta l’anima stessa della cavalcata delle Aquile.

Ma le emozioni della semifinale hanno lasciato il segno anche sul volto del capitano. In una delle immagini diventate simbolo della serata, Iemmello appare in lacrime in panchina, sopraffatto dalla tensione e dalla gioia del traguardo raggiunto. Accanto a lui l’abbraccio di mister Alberto Aquilani, quasi a racchiudere in un solo gesto il peso del percorso vissuto dal Catanzaro e il legame umano costruito all’interno del gruppo giallorosso.

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Iemmello, tornato al Catanzaro nel gennaio 2022, è diventato rapidamente l’uomo simbolo della rinascita giallorossa: gol decisivi, leadership e un legame viscerale con la città. Dalla promozione in Serie B fino alla nuova cavalcata playoff, il suo nome è ormai intrecciato alla storia recente del club.

Ed è forse proprio questo il dettaglio che rende speciale la favola del Catanzaro: mentre molte squadre inseguono modelli, investimenti o strategie, i giallorossi si sono ritrovati attorno al volto di un bambino della curva diventato capitano. Una storia che nessun mercato può comprare e che nessuna imitazione potrà mai replicare.