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23/05/2026 ore 07.10
Sport

Catanzaro sogna la serie A e la leggenda Palanca ci crede: «Con questo pubblico possiamo battere il Monza»

La città vive giorni di passione in attesa della finale playoff. Lo storico attaccante rivede nei giallorossi di oggi l’entusiasmo degli anni d’oro, promuove il lavoro della società e spera: «Un pronostico? 50 e 50 ma la pressione sarà tutta sui brianzoli»

di Vincenzo Primerano

Catanzaro è una città in fermento che, da circa una settimana a questa parte ormai, non riesce a pensare ad altro: un sogno chiamato Serie A e un percorso playoff che ha i contorni della favola.
Il quinto posto finale nella regular season di Serie B, l'agevole vittoria nel primo turno playoff contro l'Avellino e il successo, macroscopico e scintillante, nel doppio confronto con il favorito Palermo nella semifinale e che ha spalancato le porte della finale ai giallorossi.

Ora la febbre sale per la gara d'andata, in programma domenica alle ore 20, allo stadio Ceravolo contro il Monza. Da più di quarant'anni, quasi mezzo secolo, le Aquile non vivevano partite così importanti. Erano gli anni della Serie A e adesso, la squadra del presidente Floriano Noto, può ritornare nel palcoscenico più importante d'Italia a livello calcistico.

La mente va al Catanzaro dei grandi

La mente ritorna indietro di circa mezzo secolo, alle gesta di quel Catanzaro che teneva una regione intera incollata alla televisione o alla radio la domenica pomeriggio.
Tra i personaggi emblematici di quel Catanzaro c'era senza dubbio Massimo Palanca che, con la maglia giallorossa addosso, ha scritto pagine importanti nel corso degli anni: nella 1977/78 diciotto gol con i giallorossi; nella stagione 1978/79 sempre con il Catanzaro 8 gol in Coppa Italia; nella stagione 1986/87 diciassette reti ancora con il club giallorosso in Serie C1. Il Piedino d’Oro (così era chiamato) sposò calcisticamente quella squadra e quella città, e in nessun altro luogo riuscì a esprimersi così bene come faceva in quella che era casa sua, una città di cui diventò cittadino onorario.

I ricordi vanno al Piedino d'oro

Alla vigilia di una sfida così importante, Palanca si è espresso ai microfoni di LaC News24: «Diciamo che le premesse ci sono tutte anche se, non bisogna dimenticarlo, la sfida nasconde delle insidie così come le nascondeva la gara precedente. Il Catanzaro dovrà stare attento, certamente però attento dovrà esserlo pure il Monza. I giallorossi hanno disputato il loro onesto campionato, centrando i playoff nel miglior modo possibile. Al Monza, invece, è sfuggita per un soffio la Serie A diretta e ha anche avuto delle piccole difficoltà nel doppio confronto contro la Juve Stabia in semifinale. A mio parere, però, il Catanzaro è più organizzato della Juve Stabia e, di conseguenza, ha più possibilità di battere i brianzoli».

Realtà e modello

In pochi anni il Catanzaro è diventato un modello da seguire non solo in campo, ma anche sotto l'aspetto gestionale. A tal proposito è stata graduale ma sempre continua la crescita giallorossa, come testimonia lo stesso Palanca: «Da qualche anno a questa parte, il Catanzaro sta facendo sempre dei campionati all'avanguardia. Ricordo il primo anno della gestione Noto in Serie C quando si persero i playoff, l'anno dopo però stravinsero il campionato e adesso, da tre stagioni di fila, si sono imposti nel campionato di Serie B arrivando sempre in semifinale playoff e stavolta addirittura in finale. Tanti sono i ragazzi nuovi e dunque sono stati necessari alcuni step per inserirli ma, nonostante le difficoltà iniziali, Aquilani ha fatto un lavoro strepitoso».

Analogie e ricordi

Insomma, come detto, la mente (soprattutto di chi ha vissuto quegli anni) non può che andare al decennio '70-'80 con quel Catanzaro che solcava i campi della Serie A. Da una parte, dunque, c'è un Catanzaro dei grandi e dei veterani che ha scritto ampie pagine di storia e, dall'altra, un Catanzaro che grande sta provando a diventare.
«Rispetto al nostro calcio – dice Palanca – non c'è alcuna analogia poiché era tutto un altro modo di giocare. La cosa che unisce gli anni '70 a oggi, però, potrebbe essere l'entusiasmo dei tifosi che continua a essere una cosa straordinaria e in questi anni lo hanno dimostrato anche in trasferta. Ricordo lo spareggio per la Serie A che perdemmo a Terni contro il Verona, nonostante ciò però lo stadio era completamente giallorosso. L'anno successivo salimmo nella massima serie e, guarda caso, il prossimo mese ricorre proprio il cinquantesimo anniversario da quella seconda promozione. Questa forse potrebbe essere un'analogia».

Ma chi è la favorita? «Arrivati a questo punto dico 50 e 50 - continua Palanca - soprattutto per quanto visto nelle ultime uscite da parte di entrambe. La serenità farà la differenza e il Catanzaro ne ha parecchia, anche perché non ha nulla da perdere. Il Monza invece è stato costruito per stravincere il campionato ma non ci è riuscito, quindi è come se fosse quasi obbligato a centrare la promozione».