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16/09/2026 ore 07.54
Sport

Cosenza e Crotone, a settembre non si retrocede ma si può già perdere fiducia

Il Cosenza deve fare i conti con una crisi sportiva e societaria, il Crotone con una penalizzazione pesante e risultati insufficienti. Il prossimo turno contro Scafatese e Monopoli non sarà semplice, ma dirà molto sulla capacità di reagire

di Redazione

Non è soltanto una questione di punti. Dopo cinque giornate, la Serie C consegna una fotografia pesante per il calcio calabrese: Cosenza e Crotone occupano le ultime due posizioni della classifica e arrivano alla sesta giornata con la necessità di cambiare passo. Il turno infrasettimanale ha ulteriormente appesantito il quadro: i rossoblù silani sono stati travolti 5-2 dal Giugliano, mentre i pitagorici hanno perso 2-0 allo Scida contro l’Inter Under 23.  Per il Cosenza il dato è particolarmente severo. Un solo punto conquistato, quattro sconfitte, quattro gol realizzati e quattordici subiti. Numeri che fotografano un avvio nel quale la squadra di Federico Coppitelli non è riuscita ancora a trovare equilibrio, continuità e soprattutto una risposta alle difficoltà difensive.

Il 5-2 di Giugliano è emblematico. I campani erano arrivati alla sfida con un solo punto, esattamente come i silani, trasformando così la partita in uno scontro diretto già importante per una squadra appena retrocessa dalla Serie B. Il Cosenza è passato in vantaggio con Petrovic, ma ha chiuso il primo tempo sotto 2-1 dopo le reti degli ex Varone e La Vardera. Nella ripresa l'espulsione di Ibe sembrava poter cambiare la partita: il Giugliano è rimasto in dieci e Energe ha trovato il 2-2. Invece di completare la rimonta, il Cosenza si è disunito e ha incassato altre tre reti, firmate da De Rosa, Balde e ancora De Rosa. È qui che il risultato diventa più di un semplice numero. Perché perdere può essere parte del calcio, ma perdere una partita nella quale hai l'uomo in più e nella quale avresti la possibilità di rimettere in equilibrio la stagione racconta una difficoltà che riguarda anche la tenuta della squadra.

Il Crotone vive una situazione differente, ma la sostanza della classifica non cambia. Gli Squali sono ultimi a -4, condizionati dalla penalizzazione di sei punti, ma hanno comunque perso tre delle cinque partite disputate. Il bilancio parla di tre gol segnati e sette subiti. Contro l'Inter Under 23, allo Scida, il Crotone ha resistito fino all'intervallo dopo l'espulsione di Groppelli al 32'. Nella ripresa, però, la superiorità numerica ha pesato: Mancuso ha firmato l'1-0 con una prodezza al 67', mentre Lavelli ha chiuso la partita all'89'. L'Inter U23 è così tornata al successo, mentre la squadra di Leandro Greco è rimasta in fondo alla graduatoria. 

Due sconfitte diverse, dunque, ma una fotografia comune: Cosenza e Crotone devono ancora trovare una propria dimensione nel campionato e hanno già accumulato un ritardo significativo. A Cosenza, però, la classifica rappresenta soltanto uno dei problemi. Attorno alla squadra c'è una situazione societaria e ambientale che rende tutto più complesso.

La tifoseria contesta da tempo la gestione del club. A maggio migliaia di sostenitori scesero in piazza (per l’ennesima volta) contro l'attuale proprietà, chiedendo un cambio al vertice. Il tema centrale resta quello della proprietà. La trattativa per la cessione del club non ha portato al passaggio di mano e, ad agosto, il Cosenza ha modificato la propria governance: Rita Rachele Scalise è diventata presidente del Consiglio di amministrazione, affiancata da Luigi Micheli e Francesco Caputo, mentre Eugenio Guarascio è rimasto presidente onorario. La stessa riorganizzazione, però, non ha modificato l'assetto proprietario. Ed è questo uno dei punti della frattura con la piazza. Per una parte consistente della tifoseria, la soluzione continua a essere il cambio di proprietà. La protesta non nasce quindi dalle cinque giornate di campionato, ma da un rapporto deteriorato nel tempo tra club e ambiente. A marzo lo stesso sindaco di Cosenza, Franz Caruso, aveva incontrato i rappresentanti del tifo organizzato e dichiarato di condividere l'obiettivo del cambio ai vertici della società.  Poi c'è lo stadio. Una vicenda che ha finito per diventare uno dei simboli della stagione del Cosenza.

Il Comune aveva sospeso la convenzione per l'utilizzo del San Vito-Marulla in vista dei lavori di riqualificazione, costringendo il club a cercare una soluzione alternativa. Da qui la scelta dello Scida di Crotone per le partite interne.  Il Consiglio di Stato, il 2 settembre scorso, ha accolto il ricorso del Cosenza e sospeso il provvedimento comunale, invitando Palazzo dei Bruzi a valutare soluzioni che permettessero di conciliare lavori e attività sportiva, nel rispetto delle esigenze di sicurezza. I giudici hanno sottolineato anche le difficoltà legate alla distanza tra Cosenza e Crotone e alla rivalità tra le due tifoserie (rivalità?). Ma il paradosso è che il ritorno immediato al Marulla non è stato possibile. Il terreno di gioco è stato infatti al centro di ulteriori criticità. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il manto erboso versa in condizioni problematiche e sono emersi problemi all'impianto di irrigazione; il Comune ha successivamente disposto interventi per il ripristino della manutenzione. Così il Cosenza continua a giocare allo Scida, lontano dalla propria città e dal proprio stadio. Un fattore che, in una stagione già complicata sul piano sportivo e ambientale, non può essere considerato irrilevante.

Adesso arriva la sesta giornata. Sabato alle 14.30 il Cosenza riceverà la Scafatese, mentre domenica alle 15 il Crotone sarà ospite del Monopoli.  Non sono partite da raccontare come semplici occasioni di riscatto: entrambe le avversarie hanno caratteristiche e ambizioni che rendono le sfide tutt'altro che scontate. Sono, però, due appuntamenti nei quali Cosenza e Crotone dovranno iniziare a produrre risposte concrete. Il campionato è appena cominciato e nessun verdetto può essere scritto a settembre. Ma cinque giornate sono sufficienti per capire che il margine di errore si è già ridotto.