Sezioni
Edizioni locali
11/03/2026 ore 16.33
Sport

Da portiere ad attaccante per salvare l’Isola CR, Calandra: «Io centravanti? L’esordio non è stato male»

Con una rosa ridotta all’osso, l’estremo difensore ha accettato di giocare in avanti: «Pensavo fosse uno scherzo, ma lo faccio per mister Gregorace». E nella trasferta di Palmi è arrivato anche un assist

di Vincenzo Primerano

Uno degli atteggiamenti che può fare la differenza nella vita di tutti i giorni è quello di saper fare di necessità virtù, valorizzando ciò che si ha e sfruttandolo al massimo per ottenere i migliori risultati con i mezzi a disposizione. Un detto che, attualmente, calza a pennello in casa Isola Capo Rizzuto, dove – armati soltanto di volontà e di scudi di “legno” – si sta affrontando un momento di grande difficoltà nell’attuale campionato di Eccellenza.

Situazione emergenziale

I giallorossi, nel ventiquattresimo turno appena concluso, hanno ritrovato la vittoria dopo sei giornate, con la salvezza matematica ormai a un passo. Al di là del risultato, però, è necessario analizzare il momento nel suo insieme e constatare che a disposizione di mister Saverio Gregorace – che sta davvero facendo di necessità virtù – c’è una rosa ridotta all’osso, con pochissimi Over. Negli ultimi mesi si è registrato un esodo continuo, tanto che lo stesso tecnico ha dovuto fare i salti mortali non solo per cercare di salvare il salvabile, ma soprattutto per reinventarsi domenica dopo domenica. Per rendersi conto della situazione che sta vivendo il club crotonese basta osservare i tabellini delle ultime due partite, con il portiere Antonino Calandra costretto a giocare addirittura… in attacco.

Da portiere ad attaccante

Le ultime due giornate di campionato sono state dunque atipiche per il portierone giallorosso, che si sta immolando per la causa, ma soprattutto per il suo tecnico. A raccontare la delicata situazione della squadra è stato proprio l’estremo difensore ai microfoni di LaC News24: «Inizio col dire che siamo rimasti tutti esclusivamente per il mister: ci siamo stretti intorno a lui. Questa situazione non si è creata per colpa nostra ma, nonostante tutto, abbiamo fatto quadrato, ci siamo parlati e abbiamo deciso di sostenere totalmente il nostro tecnico».

Un gesto di grande professionalità, quello di Calandra, dimostrato anche sul campo, come evidenzia il nuovo e provvisorio “ruolo”: «Mi sono messo totalmente a disposizione, vista la situazione numerica, e sono stato io a dire a mister Gregorace di questa possibilità di giocare da attaccante».

Tra Calandra e il tecnico esiste infatti un rapporto consolidato che risale al quinquennio condiviso a Scalea, dove erano già nate le prime battute sull’argomento: «Con il mister c’è sempre stata qualche battuta. A fine allenamento, anche per fare un po’ di corsa, partecipavo alla partitella in avanti… e qualche volta la buttavo anche dentro».

Corsa e… assist

Calandra, insomma, si è calato completamente nella parte, ottenendo anche risultati inaspettati, come l’assist servito nella trasferta contro la Palmese: «Quando il mister mi ha chiamato per dirmi che avrei dovuto giocare in avanti pensavo fosse uno scherzo, anche perché faccio il portiere da vent’anni e voglio continuare a farlo. L’esordio però non è andato male, visto che ho fatto subito un assist nella partita di Palmi».

Ovviamente, spiega Calandra, un portiere non è abituato alla corsa e alla resistenza di un calciatore di movimento: «Noi però abbiamo la fortuna di avere un preparatore dei portieri che lavora in modo maniacale su ogni dettaglio, quindi fisicamente ero già al top. Ricordo ancora la prima settimana di allenamento con la squadra: ero stremato, ma era anche normale». Il motivo di tanto sacrificio, però, resta sempre lo stesso:«Tutto questo, lo ripeto, lo facciamo solo per il nostro tecnico Gregorace. Altrimenti non saremmo rimasti».