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29/03/2026 ore 11.22
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Da Schiavonea ai Mondiali, Rino Gattuso e l’orgoglio di papà Franco: «Non dorme la notte? Eredità da calabresi»

La vittoria contro l’Irlanda del Nord vista da vicino da Franco Gattuso e famiglia. «Lo abbracciamo dopo le interviste, siamo orgogliosi»

di Redazione

Papà Franco Gattuso non nasconde l’emozione. È arrivato da Schiavonea con tutta la famiglia per sostenere il figlio, Gennaro “Rino” Gattuso, nel momento più importante della sua carriera da ct della Nazionale: la semifinale dei play-off mondiali contro l’Irlanda del Nord. Lo racconta lui stesso in un’intervista a La Gazzetta dello Sport: «Siamo tornati per il nostro Rino. Non ha dormito la notte prima della partita con gli irlandesi. Sa com’è, è il Mondiale e l’Italia manca da 12 anni. Era troppo importante. Lo sapevamo anche noi, quanto era pesante quella notte. La prima, ora ce n’è un’altra».

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Franco sorride e bacia tutti: «Sono felice, la vittoria di Bergamo è stata una grande emozione. Ancora più bella perché noi eravamo con Rino». La famiglia ha aspettato il ct al termine del match, mentre lui era impegnato nelle interviste: «Ci è venuto incontro e ci ha abbracciato uscendo dagli spogliatoi».

Una comitiva lunga quella di Bergamo, tra familiari e amici, insomma un vero comitato di supporto. Franco, ex calciatore in Serie D e tifoso del Milan, ha trasmesso a Rino la passione per il pallone: «Con l’Irlanda del Nord ha vinto da vero calabrese, con cuore e testa», racconta con orgoglio. E il legame con la terra d’origine, Schiavonea di Corigliano Calabro, è rimasto saldo lungo tutta la carriera del figlio.

Il ct ha preparato ogni dettaglio, curando anche i rapporti umani con i giocatori attraverso pranzi e cene, costruendo un gruppo unito pronto alla battaglia: «Con loro ha costruito un bel rapporto. Lo seguono tutti», conferma Franco, sottolineando come alcune esclusioni eccellenti, come Fagioli o Bernardeschi, siano state scelte ponderate per il bene della squadra.

Papà e mamma seguiranno Rino anche a Zenica, nel catino del Bilino Polje: «Per Rino saremo in Bosnia. A Bergamo abbiamo vissuto una grande emozione, vogliamo esserci anche stavolta». Un filo familiare che accompagna il ct in ogni tappa della sua avventura azzurra.

E con un sorriso scherzoso, Franco ammette: «Non dorme la notte? Anch’io dormivo poco: eredità da calabresi». Tra scali e trasferte, il ct sa di avere alle spalle chi lo ha educato alla vita, come sempre.