Dalla Serie A alla retrocessione con la Cremonese, il preparatore atletico calabrese Saffioti: «L'amaro resta, ma ho scalato l'Everest»
lo sportivo originario di Palmi, analizza la stagione conclusa con la retrocessione dei grigiorossi: «Abbiamo lottato fino all'ultima giornata, ora bisogna ripartire»
«È stata un'esperienza bellissima, purtroppo è finita con un risultato negativo, che alla vigilia era da mettere in conto, perché eravamo una neo promossa».
Dopo la retrocessione della Cremonese in Serie B, il preparatore atletico dei grigiorossi, originario di Palmi, Giovanni Saffioti, ha rilasciato ai nostri microfoni dichiarazioni che riflettono sia la delusione per l'obiettivo mancato sia il profondo orgoglio per il percorso compiuto. Nella massima serie del calcio italiano, la squadra lombarda era partita in modo promettente, ma nel corso della stagione si è verificato un crollo verticale che ha portato la squadra, guidata prima da Davide Nicola e dopo da Marco Giampaolo, a sprofondare nella terzultima piazza, superata di 4 punti dal Lecce piazzatosi al diciassettesimo posto.
«Alla fine il risultato ti lascia l’amaro in bocca, una sorta di lutto sportivo che in questo momento esiste e deve essere metabolizzato – afferma il professore calabrese di scienze motorie-. Eravamo partiti bene, questo ci ha fatto pensare che potessimo raggiungere in modo tranquillo l’obiettivo. Poi, purtroppo, evidentemente alcune motivazioni sono venute meno e quella cattiveria che avevamo nelle prime gare non siamo riusciti a riproporla nel girone di ritorno. Abbiamo lottato fino all'ultima partita. La Cremonese ha una proprietà forte, che farà le proprie valutazioni e sicuramente programmerà il futuro per ritornare in Serie A».
Anche se l’esito finale non è stato quello sperato, il professionista di Palmi, da tre stagioni con i grigiorossi e che in carriera ha prestato servizio in club rinomati come Gela, Salernitana, Vicenza, Vibonese, Albinoleffe, Reggina, va fiero di ciò che è riuscito a realizzare partendo dal Sud Italia. «Sotto l’aspetto personale, riuscire ad arrivare ai massimi livelli, partendo da Palmi, è un motivo di grande orgoglio – spiega Saffioti -.Una soddisfazione che ho sempre voluto condividere con i miei concittadini. Il mio intento è lanciare un messaggio positivo ai giovani: a prescindere da dove si nasce, se uno ci crede ed è convinto di quello che vuole raggiungere alla fine sarà premiato. Io sono stato premiato anche se ci sono rimasto per poco, però posso dire che l'Everest l'ho scalato. Adesso è il momento di metabolizzare quello che è successo. Io ho anche degli impegni scolastici, quindi devo valutare. Ho un altro anno di contratto con la Cremonese, però non so quello che ci riserverà l'immediato futuro, perché ci sono delle considerazioni da fare a 360 gradi».