Db Rossoblù Luzzi, Magarò spiega le dimissioni: «Dovevo tutelare la mia figura. Merito rispetto»
Terremoto in panchina per la squadra luzzese, che da giovedì scorso è senza allenatore. La spiegazione del tecnico: «È stata invasa la mia competenza. Non c'è stata riconoscenza»
Quella precedente è stata una settimana alquanto turbolenta in casa DB Rossoblù Luzzi, scossa dalle inaspettate e pesanti dimissioni del tecnico Mario Magarò. Un fulmine a ciel sereno piombato nella giornata di giovedì e con la squadra luzzese che, in occasione dell'impegno interno contro il Bocale valido per la ventesima giornata del campionato di Eccellenza, è scesa in campo senza allenatore.
Arrivato a ottobre, a campionato in corso, il giovane e promettente tecnico aveva saputo rilanciare la squadra portandola dalla zona play out a quella play off. Senza dimenticare che il classe 1994, allenatore più giovane della categoria, ha guidato la DB Rossoblù alla conquista di una storica Coppa Italia Dilettanti.
Magarò spiega le dimissioni
Insomma, in superficie ogni cosa sembrava andare nel verso giusto fino appunto a giovedì. A raccontare però la sua versione, spiegando dunque le conseguenti dimissioni, è stato lo stesso tecnico ai microfoni di LaC News24: «Da quando sono subentrato, ovvero a ottobre inoltrato, avevamo perso solo due gare e portando la squadra dalla zona play out a ridosso di quella play off, senza dimenticare la vittoria della Coppa Italia Dilettanti, aprendo la possibilità di giocare la Coppa a livello nazionale. Ho sempre pensato che la prima cosa sia il rispetto dei ruoli. Meritavo sicuramente più rispetto e una riconoscenza che non c'è stata, perché nel momento in cui si dice che determinate cose non sono colpa dell'allenatore allora poi bisogna anche dimostrarlo. Non vedo tutto ciò una cosa corretta e, di certo, non meritavo questa situazione. Da tecnico dunque devo tutelare la mia posizione e, di conseguenza, ho valutato che non c'erano più le condizioni per poter continuare».
Non si torna indietro
Si arriva così alla decisione: «Nella giornata di giovedì ho mandato una Pec alla società dove annunciavo le mie dimissioni irrevocabili, considerando anche che da giorni la dirigenza non si stava facendo sentire senza alcun motivo. Per come la vedo io è stata invasa la mia competenza e così ho deciso di procedere con dimissioni».
E ancora, senza giri di parole: «Penso di meritare rispetto per il mio lavoro e soprattutto per ciò che ho dato a questa società, e se reagisco così è perché ho dei valori. Mi dispiace per i ragazzi perché non meritavano questa situazione ma dovevo tutelare la mia persona e la mia figura di tecnico».