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18/08/2026 ore 15.42
Sport

Favasuli riparte dal Napoli e saluta Catanzaro con un rimpianto: «Con altri dieci minuti forse saremmo andati in Serie A»

Il nuovo giocatore azzurro torna sulla finale contro il Monza e ringrazia Aquilani e l’ambiente giallorosso: «Società, città e tifosi, grazie a tutti»

di Gp. C.

Costantino Favasuli, clabrese doc, è pronto a compiere il grande salto. Il Napoli lo aspetta, la Serie A è ormai davanti a lui, ma nel momento in cui ripercorre la strada che lo ha portato fin qui Catanzaro occupa inevitabilmente un posto importante. Il giovane esterno calabrese lo racconta nell’intervista concessa al Corriere dello Sport-Stadio, soffermandosi sulla stagione appena trascorsa in giallorosso e sul rapporto con Alberto Aquilani.

Il Catanzaro ha rappresentato per Favasuli una tappa fondamentale. Una stagione vissuta da protagonista e conclusa a un passo dalla Serie A, dopo la finale playoff contro il Monza.

«Catanzaro lo sa bene: la standing ovation del Ceravolo è stato uno splendido passo d’addio. Eri in lacrime», gli viene ricordato durante l'intervista. La risposta racconta quanto quella serata sia rimasta impressa: «Mi hanno detto che papà, in tribuna, non smetteva di piangere. Lui non lo fa mai. È stata un’esperienza fantastica, che non dimenticherò. Voglio ringraziare la società, la città, i tifosi».

Parole che certificano il legame costruito con l'ambiente giallorosso. Ma resta anche il grande rimpianto per una promozione soltanto sfiorata. «Peccato per la mancata promozione in A, magari se la partita di ritorno fosse durata dieci minuti in più ce l’avremmo fatta perché il Monza era sotto pressione», racconta Favasuli.

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Il riferimento è alla notte del Ceravolo, quando il Catanzaro riuscì a portarsi sul 2-0 nella finale di ritorno, arrivando vicinissimo al gol che avrebbe completato la rimonta. Un finale che evidentemente è rimasto anche nella testa del giovane esterno.

Nella crescita di Favasuli c'è poi un nome che unisce Firenze e Catanzaro: Alberto Aquilani. Il tecnico lo aveva già allenato nel settore giovanile della Fiorentina prima di ritrovarlo in Calabria.

«Mi ha allenato alla Fiorentina, nelle giovanili, e poi lo scorso anno a Catanzaro, gli devo tantissimo. E anche al suo staff», spiega Favasuli. Un rapporto importante anche dal punto di vista umano: «All’inizio a Firenze non ero simpaticissimo agli altri, sono un po’ chiuso e, ripeto, ero un po’ egoista in campo. Poi hanno imparato tutti a volermi bene perché sono un generoso».

L'esperienza al Catanzaro ha dunque accompagnato Favasuli verso una nuova dimensione. Il Napoli lo ha individuato come profilo per la corsia destra e il classe 2004 non nasconde l'emozione per quello che lo attende. Il modello dichiarato è Giovanni Di Lorenzo, mentre tra i sogni c'è quello di giocare al Maradona insieme a campioni come De Bruyne.

Ma prima dell'inizio della nuova avventura, Favasuli manda un messaggio che a Catanzaro non passerà inosservato. Il Ceravolo, la standing ovation, le lacrime del padre e quella Serie A sfiorata restano fotografie di un'annata che ha contribuito in maniera decisiva alla sua crescita.

E mentre il futuro lo porta verso Napoli, il saluto alla piazza giallorossa resta netto: «È stata un’esperienza fantastica, che non dimenticherò».