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10/07/2026 ore 20.45
Sport

Futsal femminile, Clelia Stuppino lascia la Gallinese: «La determinazione non va in pensione»

La storica pivot del futsal femminile ripercorre una carriera ricca di successi, conferma di avere diverse offerte sul tavolo e lascia aperta la porta a un'altra stagione: «Il calcio a 5 mi ha insegnato a rialzarmi»

di Raffaele Florio

Definirla semplicemente un pivot sarebbe riduttivo. Clelia Stuppino è, a tutti gli effetti, un’autentica istituzione del calcio a 5 femminile, una giocatrice che ovunque sia andata ha saputo fare la fortuna dei propri club a suon di gol, fisicità e una leadership innata.

La sua carriera è costellata di tappe importanti, a partire dagli inizi e dalle prestigiose militanze con maglie storiche come quelle della Pro Reggina e del Cus Cosenza dove ha vissuto stagioni da protagonista nei campionati nazionali di massima serie e di A2. Ma è nel Lazio che Clelia scrive la pagina più gloriosa e vincente del suo percorso sportivo. Per quasi cinque anni diventa il simbolo, la trascinatrice e la colonna portante della Coppa d’Oro. Un quinquennio leggendario, che rappresenta la sua esperienza più importante in assoluto, durante il quale fa letteralmente incetta di trofei e record: conquista da protagonista il campionato di Serie C (dove ancora oggi resta imbattuto il suo record di 56 gol nel Lazio) , alza al cielo la Coppa Lazio e guida la squadra al trionfo nel campionato di Serie B, dimostrando una mentalità vincente fuori dal comune.

Dopo un’ulteriore parentesi laziale alla Sabina, il ritorno in riva allo Stretto ha coinciso con il progetto della Gallinese Michele Priolo, dove si è confermata la top-player che tutti conoscono. Oggi, con il suo addio alla Gallinese, si chiude un capitolo intenso. In questa intervista esclusiva, Clelia Stuppino traccia il bilancio definitivo sul campo, senza spazio per le polemiche societarie, ma con gli occhi fissi sul pallone e sul suo futuro.

Clelia, si è appena conclusa un’annata intensa in cui, ancora una volta, hai dimostrato il tuo valore sul parquet firmando gol pesanti e guidando il gruppo nei momenti chiave. Che bilancio fai, a livello puramente sportivo e personale, di questa stagione?

«È stata una stagione intensa, faticosa, ma bella visto il traguardo storico raggiunto… cioè i play-off! A livello personale ho cercato di fare la mia parte con i gol, con la mia esperienza e dando una mano quando serviva. Non sono soddisfatta al 100% perché una sportiva come me vuole sempre di più, ma il bilancio è decisamente positivo.»

Nel corso della tua esperienza in maglia Gallinese sei stata un punto di riferimento per le tue compagne, specialmente per le più giovani. Cosa ti porti dietro del rapporto umano costruito all’interno dello spogliatoio e delle battaglie condivise sul campo?

«Nello spogliatoio sono nati legami che vanno oltre il campo. Con le più giovani ho sempre cercato di essere quella che avrei voluto trovare io all’inizio: un appoggio, un consiglio, ma anche qualcuno che ti tira su dopo un errore. Quello che mi porto dietro sono le battaglie sì, ma soprattutto le risate negli spogliatoi, i silenzi prima di scendere in campo, gli abbracci dopo una vittoria sofferta. Sono pezzi di vita che non si cancellano.»

Lasciare una maglia a cui hai dato tanto non è mai una scelta semplice. Qual è l’emozione prevalente in questo momento e qual è il ricordo sul rettangolo di gioco che custodirai con più affetto di questa esperienza?

«Non è semplice, ma a tutto c’è un inizio e una fine. L’emozione che prevale è quella di essere felice per aver dato tutto. I ricordi sono tanti, ma battere le prime in classifica forse è uno dei più belli.»

Il tuo nome nel futsal è sinonimo di fiuto del gol e determinazione. Ti vedremo ancora gonfiare le reti e lottare su ogni pallone nella prossima stagione, oppure stai valutando l’idea di fermarti e dedicarti a nuovi capitoli fuori dal campo?

«La determinazione non va in pensione! Il futsal è parte di me. Adesso è il momento di ascoltarmi. Non mi nascondo: sto valutando diverse proposte, ma una più di tutte mi attira e forse sarà quella che mi farà rimanere aggrappata a questo sport ancora per un altro anno… poi chi lo sa?! ‍♀️ (ndr, mima il gesto della sua celebre esultanza).»

Guardando indietro a tutta la tua bellissima carriera – dalle Pro Reggina e il Cus Cosenza fino a quest’ultima avventura, passando per lo straordinario e vincente quinquennio alla Coppa d’Oro – cos’è che ti fa ancora emozionare quando pensi al calcio a 5 e quale messaggio ti senti di lasciare alle giovani che oggi iniziano nel ruolo di pivot?

«Mi emoziona pensare a tutta la strada fatta. Il futsal è adrenalina pura! Mi ha insegnato una cosa importante, soprattutto fuori dal campo: a reagire subito dopo l’errore, perché il tempo non ti aspetta. Alle ragazze “pivot” che iniziano oggi dico questo: il pivot non è solo gol. È spalle alla porta, è sponde, è farsi male per la squadra e non dirlo. Lavorate sul carattere più che sul talento. Siate sporche, dure, ma a testa alta. Se ami davvero questo ruolo, il gol arriva da solo.»

La lezione magistrale che Stuppino lascia in dote alle giovani pivot non è un bignami di tecnica, ma un trattato di sopravvivenza agonistica: “Lavorate sul carattere più che sul talento. Siate dure, ma a testa alta”. Tradotto per i profani: meno estetica e più sostanza. Più lividi invisibili presi per la squadra.

Ora dice che c’è una proposta sul tavolo che la stuzzica più delle altre. Quel punto di domanda mimato con la sua esultanza di fabbrica è il finale perfetto per chi non ha nessuna intenzione di accomodarsi in tribuna a guardare gli altri. La determinazione non va in pensione, ha detto. E per nostra fortuna, nemmeno il vizio del gol.