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15/02/2026 ore 08.18
Sport

Il calcio calabrese dice basta alla violenza: stop simbolico prima del fischio d’inizio dei match

Su tutti i campi calabresi le partite della giornata inizieranno con dieci minuti di ritardo per consentire la lettura di un messaggio di sensibilizzazione contro aggressioni e intimidazioni agli arbitri

di Redazione

Ferma condanna di ogni forma di violenza dentro e fuori dai campi di gioco e un segnale concreto per richiamare tutto il movimento al rispetto e alla lealtà sportiva. È quanto ribadito in un comunicato congiunto dal Comitato regionale Calabria della Lega Nazionale Dilettanti (LND), dal Comitato regionale arbitri Calabria dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), insieme alle altre componenti federali Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC) e Associazione Italiana Calciatori (AIC).

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Le quattro sigle hanno preso posizione dopo gli episodi di violenza verificatisi nelle ultime settimane sui campi di calcio calabresi, stigmatizzando «ogni forma di prevaricazione» e ribadendo «con forza e senza ambiguità la ferma condanna di ogni forma di violenza». Un pensiero particolare è stato rivolto ai giovani arbitri vittime di aggressioni e alle loro famiglie, con l’impegno a sostenerli nel ruolo di garanti delle regole.

«Lo sport è veicolo di valori positivi e tutto ciò che esula ed oltraggia l’immagine del movimento deve essere estirpato con decisione», si legge nella nota, che richiama dirigenti, allenatori, calciatori e tifosi a vivere ogni gara come momento di sana competizione e condivisione, mai come sfogo di frustrazioni personali.

Nel corso di un incontro svoltosi ieri con i presidenti delle sezioni AIA calabresi, il confronto tra arbitri, dirigenti, tecnici e atleti ha portato a una presa di distanza unanime da qualsiasi forma di violenza, «senza alcuna giustificazione per azioni che colpiscono la dignità e l’integrità di chi, a qualsiasi livello, con passione e sacrificio, si trasferisce sui campi di calcio».

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Per l’attuale giornata di campionato è stato inoltre deciso un gesto simbolico: tutte le gare inizieranno con un ritardo di 10 minuti rispetto all’orario stabilito e all’effettivo schieramento delle squadre in campo. In quel lasso di tempo verrà letto un messaggio di sensibilizzazione contro la violenza, attraverso gli impianti audio o dai capitani delle due squadre.

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«No alla violenza, nelle parole, nei gesti, nei pensieri», recita il testo che sarà diffuso su tutti i campi. «Oggi scegliamo di essere una comunità che protegge, che sostiene, che costruisce. Scegliamo di dire con fermezza e convinzione: la violenza non ci rappresenta».

Un’iniziativa definita «atto di responsabilità collettiva» per difendere i valori dello sport, il rispetto delle regole e la dignità di chi scende in campo ogni settimana, con l’avvertimento che ogni episodio sarà affrontato con la massima fermezza dagli organi della giustizia sportiva.

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