Il Corigliano travolge la Rossanese 4-0 nella Coppa Italia, Aloisi ammette: «Una figuraccia»
Nel post-gara il tecnico rossoblù non cerca alibi per il pesante passivo e dichiara con amarezza: «Chiedo scusa, si può perdere ma non così»
La prima sfida ufficiale della stagione regala al pubblico dello stadio "Città di Corigliano", in contrada Brillia, un pomeriggio denso di emozioni visive e di significati agonistici. La stracittadina rispetta in pieno le attese della vigilia per quanto concerne la risposta del pubblico e la cornice di contorno. Gli spalti dell'impianto sportivo respirano sport a tutto tondo grazie a una tifoseria passionale, corretta ed esemplare da entrambe le parti. Le due tifoserie accompagnano i novanta minuti con colori, cori e un entusiasmo trascinante, confermando come questo appuntamento sappia unire un'unica grande comunità pur nel rispetto della sana rivalità di campo. La contesa agonistica racconta una sfida che avrebbe meritato di sbloccarsi già durante la prima frazione di gioco. Il Corigliano prende subito in mano il pallino della manovra e crea presupposti importanti per sbloccare la partita, arrivando a fallire clamorosamente ben due nitide occasioni da rete di fronte al portiere avversario. La Rossanese cerca di contenere le folate dei padroni di casa mantenendo un possesso palla ordinato, ma appare evidente la difficoltà nel reggere l'impatto fisico e tattico degli avversari. Come sottolineato dallo stesso tecnico Aloisi nelle battute iniziali della sua analisi, «un risultato che sentenzia in questo momento la superiorità del Corigliano».
Nella ripresa il monologo del Corigliano si concretizza con un uno-due letale che abbatte le resistenze degli ospiti. Tutte le quattro reti arrivano nel secondo tempo, nate da una netta supremazia sul piano del ritmo e condite dalle pesanti ingerenze delle imprecisioni difensive della Rossanese. La formazione bizantina concede metri e punizioni evitabili, spalancando la strada all'affondo dei coriglianesi. «Non si può approcciare una partita sentita in questo modo, non si possono fare errori da principianti con una squadra di esperienza. Non si possono non leggere alcune situazioni, specie da fermo, e mi riferisco alla punizione regalata del secondo gol, il calcio d'angolo regalato, le cosiddette imbarcate», evidenzia la guida tecnica dei rossoblù Luca Aloisi ripercorrendo i momenti chiave del crollo della propria squadra.
Il finale di gara accentua la distanza tra le due compagini, mettendo a nudo una Rossanese incapace di riorganizzarsi tatticamente e mentalmente. Il Corigliano affonda i colpi con lucidità, trovando altre due marcature che fissano il definitivo 4-0 e certificano una crisi di identità per la formazione ospite. «Ci sta a perdere, ci sta a che mi metto dietro, ci sta a che mi guardo il cosiddetto sedere, perché in alcuni momenti una squadra fatta di gente di un metro e novanta non può essere brillante il calcio d'agosto, però se non è brillante, almeno deve avere il cervello brillante, capire che devo abbassare il baricentro, devo tenere la palla», osserva ancora il mister per spiegare la mancanza di reazione e di lettura della gara da parte dei propri uomini.
L'amarezza per la sconfitta e per la prestazione offerta cancella ogni tentativo di accampare scuse nel primo impegno di stagione. La differenza di atteggiamento emersa sul terreno di gioco lascia un segno profondo nell'ambiente rossanese, conscio di dover cambiare marcia fin dalle prossime uscite ufficiali. «Ci sono tanti modi per uscire, però non è il modo di uscire quello di buttarsi alla rinfusa, anche se il 30 agosto, il calcio d'agosto, tutto quello che vogliamo è un derby, fa male, brucia e chiedo pubblicamente scusa ai presenti, mi aspettavo un altro risultato», rimarca con forza Aloisi nel tracciare il bilancio emotivo di una giornata decisamente storta.
Il sipario sulla stracittadina si chiude con il contrasto tra la grande festa sportiva sugli spalti di contrada Brillia e il pesante verdetto maturato sul campo. Se da una parte il Corigliano festeggia un avvio di coppa esaltante ed efficace, dall'altra la Rossanese si trova a dover ricostruire in fretta le proprie certezze per smaltire l'amarezza di un derby finito nel peggiore dei modi. «Ci sta anche la sconfitta e vinceva lo sport oggi, perché abbiamo visto una stracittadina che ha unito due ex città separate tra di loro, unite dalla fusione, quindi non ho nulla da dire sul pubblico, però il risultato è stato quello che è stato un po' la macchia, perché si può perdere, ripeto, ma non così», conclude il tecnico, siglando un'analisi rigorosa su una gara che lascia indicazioni chiarissime per il prosieguo del torneo.