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03/06/2026 ore 08.58
Sport

Il ds Rugiano lascia il Trebisacce dopo tre anni intensi: «Era finito un ciclo. Certi amori, però, non hanno scadenza»

Ad annunciare l'addio al club giallorosso è stato proprio il direttore sportivo: «Quando ho visto le lacrime di quel bambino, ho capito che avevamo fatto qualcosa di straordinario»

di Vincenzo Primerano

Una stagione da incorniciare e che rimarrà indelebile negli anni futuri. Il Trebisacce è stata l'autentica sorpresa del campionato di Eccellenza, con un secondo posto da neopromossa e la conseguente vittoria dei playoff. Nel corso della semifinale playoff regionale sogno Serie D è svanito contro i siciliani del Kamarat.
Un'eliminazione, però, che di certo non può cancellare quanto di buono fatto in questa annata, esternando un calcio propositivo e dinamico e fatto di organizzazione e qualità.

Un legame intenso

Tra i principali interpreti e costruttori di questa magica cavalcata c'è sicuramente il direttore sportivo Domenico Rugiano che, con calma e pazienza, ha saputo mettere le basi di un progetto che non è iniziato quest'anno ma ben prima, a testimonianza di come nulla è stato lasciato al caso e con un Delfino che ha saputo destreggiarsi in mare aperto, grazie anche al timone dello stesso Rugiano.


C'è però da saper valutare quando fermarsi e cambiare e il ds lo ha fatto. Termina infatti l'avventura con il club giallorosso e ad annunciarlo è lui stesso: «Scrivo queste righe con il magone in gola e con il cuore, quel cuore giallorosso, gonfio di gratitudine ed emozioni. Sono passati tre anni da quel giorno in cui ho varcato i cancelli del “G. Amerise”, la mia seconda casa. Tre anni intensi, vissuti con un amore puro verso questa città, questi tifosi, questi colori e questa meravigliosa società. Ringrazio il presidente Carlomagno e tutta la società per la fiducia totale che mi avete accordato. Fin dal primo minuto mi avete lasciato lavorare, sbagliare e crescere: non è affatto scontato nel calcio di oggi».

I ringraziamenti

Una vera e propria famiglia, tenuta in piedi con impegno: «Ringrazio Francesco Blaiotta - continua Rugiano - che, tre anni fa, nel ruolo di Vice Presidente del Trebisacce volle fortemente la mia presenza come direttore sportivo. Tutto ebbe inizio da quell’entusiasmante incontro. Un ringraziamento speciale desidero rivolgerlo al Direttore Generale Gianpasquale Gatto, persona per me cara e fondamentale nel mio percorso. In ogni singolo momento, la sua presenza discreta ma costante è stata determinante. Avere la sua mano sulla spalla per me era come vincere una partita con un rigore segnato al novantesimo minuto. Ringrazio il mister Serafino Malucchi, il Prof. Luigi Amato, il preparatore dei portieri Francesco Vitale e tutto lo staff. Siete stati una vera famiglia, l’anima silenziosa di questo club. Senza di voi, questo percorso non sarebbe stato lo stesso. Ringrazio i ragazzi, dal primo all’ultimo. E chiedo pubblicamente scusa se, a volte, sono stato duro e severo. È l’unico modo che conosco per trasformare un’idea calcistica in un percorso capace di raggiungere traguardi importanti. E poi ci sono i tifosi, la curva, le famiglie e i bambini. Era questa la forza che si faceva sentire quando tremavano le gambe».

Fine di un ciclo

Si arriva così al capolinea di un'avventura che ha avvolto in un sogno Trebisacce tutto: «Lascio con la serenità di chi ha dato tutto se stesso, ogni singolo giorno, e con un’immagine impressa nella mente: le lacrime di quel bambino che scendevano lentamente domenica, al triplice fischio, insieme alle mie. È stato in quel momento che ho capito che avevamo fatto qualcosa di straordinario. Ma è stato anche lì che ho percepito che un ciclo era giunto al termine. Certi amori, però, non hanno scadenza».