Sezioni
Edizioni locali
17/01/2026 ore 10.46
Sport

Il successo negli Usa e un legame eterno con la Calabria: chi era Rocco Commisso, il patron della Fiorentina che unì due mondi

Un legame indissolubile con Marina di Gioiosa Ionica che l’italo-americano, morto la scorsa notte, ha sempre ricordato con orgoglio. Durante la pandemia donò 10mila mascherine alla sua città di origine: «Porto il mio paese nel cuore»

di Francesco Roberto Spina

La Calabria, Marina di Gioiosa Ionica, Firenze e gli Stati Uniti piangono oggi la scomparsa di Rocco Commisso. Il patron della Fiorentina si è spento nella notte all’età di 76 anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo del calcio, degli affari e nella sua terra natale. Nato a Marina di Gioiosa Ionica il 25 novembre 1949, Commisso aveva solo 12 anni quando lasciò la Locride per raggiungere negli Stati Uniti il padre Giuseppe, falegname, con la madre e le due sorelle. Quella partenza segnò l’inizio di un percorso straordinario, che lo avrebbe portato a diventare uno degli imprenditori italo-americani più influenti e rispettati nella storia degli Stati Uniti.

Arrivato negli Stati Uniti, Commisso si stabilì inizialmente in Pennsylvania, prima di trasferirsi a New York, dove si diplomò alla Mount Saint Michael Academy nel Bronx nel 1967. Grazie a una borsa di studio completa, conseguì una laurea in ingegneria industriale alla Columbia University, dove divenne presidente del corpo studentesco. Durante quegli anni, il calcio rimase una passione costante: giocò con i Columbia Lions, portando la squadra a una storica partecipazione ai playoff NCAA e ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui tre All-Ivy League e un invito a sostenere il provino per la nazionale statunitense alle Olimpiadi del 1972.

Dopo un primo periodo nel settore finanziario e nella gestione di Cablevision Industries Corporation, Commisso fondò nel 1995 Mediacom, con l’obiettivo di portare la televisione via cavo nelle comunità più piccole degli Stati Uniti. L’azienda crebbe rapidamente, fino a diventare il quinto operatore via cavo del Paese, servendo oltre 3 milioni di famiglie e imprese in 22 Stati. Commisso ha guidato Mediacom alla quotazione in borsa nel 2000, per poi riportarla in ambito privato nel 2011, mantenendone il pieno controllo insieme alla famiglia. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi premi, tra cui l’Ernst & Young Entrepreneur of the Year Award, la Ellis Island Medal of Honor e l’inserimento nella Broadcasting & Cable Hall of Fame.

Il legame con la Calabria e la presidenza della Fiorentina

Nonostante il successo oltreoceano, Commisso non ha mai dimenticato le sue radici. La Calabria rimase sempre la sua casa ideale con il mare della Ionica, i valori della Locride e l’orgoglio per le proprie origini che hanno guidato la sua vita e le sue scelte.  «Spero di portare orgoglio ai gioiosani», disse nel 2029 all’arrivo a Firenze nel suo non perfetto italiano. Ai tifosi viola che lo accolsero cantando il tradizionale inno “Oh Fiorentina” invece una curiosa promossa: «Se riacquisto un po’ di dimestichezza vi prometto che suoneremo la fisarmonica insieme».

La Calabria è stata sempre nei pensieri di Commisso, anche durante il periodo del Covid, quando il patron della Fiorentina inviò 10mila mascherine di protezione a Marina di Gioiosa: «Porto il mio paese nel cuore», disse in un’intervista. 

Marina di Gioiosa, Commisso: «Le mascherine donate? Porto il mio paese nel cuore»

Nel 2021, l’amministrazione comunale di Marina di Gioiosa Ionica gli consegnò le “Chiavi della città”, a testimonianza del legame profondo e duraturo tra Commisso e la sua terra.  Tra le altre cose, era stato anche insignito del Premio Sportivo Salvatore La Gamba nel 2021. Un riconoscimento che celebra le sue origini calabresi e il suo impegno sportivo, distinguendolo come miglior Presidente di Serie A per la stagione calcistica 2020/2021, unendosi ad altri premiati legati allo sport e al territorio.

Marina di Gioiosa riabbraccia Rocco Commisso. «Qui per rilassarmi»

Nel giugno 2019, Commisso acquistò la Fiorentina, trasformando la presidenza in una vera missione di vita. Il suo impegno non fu solo economico, ma anche umano. L’italo americano trascorreva tempo con le squadre giovanili, promuoveva iniziative sociali come la campagna “Forza e Cuore” durante la pandemia e, nel 2023, inaugurò il Rocco B. Commisso Viola Park, centro sportivo all’avanguardia dedicato alla crescita dei giovani talenti. Sotto la sua guida, il club raggiunse due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia, riportando la Fiorentina ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Commisso fu anche un voce decisa contro il razzismo e i cori offensivi negli stadi. In un’intervista, sottolineò: «Io sono calabrese, Joe Barone è siciliano, Montella è napoletano, attaccare i meridionali è attaccare noi. La Fiorentina è di tutti, mia, dei tifosi e della Fiesole. Quei cori e la violenza no».

Calcio, Commisso contro i cori razzisti: «Da calabrese non voglio più sentirli»

Oltre al calcio, Commisso ha sempre investito nell’educazione, offrendo borse di studio a migliaia di studenti attraverso Mediacom e varie fondazioni.  La morte di Rocco Commisso segna la fine di un’era. Ma il suo esempio di determinazione e passione continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto, nelle radici della Calabria e nel mondo del calcio che tanto ha amato.

 

?>