La Reggina vista da Alessandro Caridi: «Ha tutto per vincere il campionato»
Dopo l’esperienza di due anni a Malta sulla panchina del Birkirkara, tra finale scudetto e Conference League, il tecnico reggino analizza il Girone I e promuove gli amaranto: «Al Granillo sarà difficile per tutti»
Nel variegato panorama del calcio dilettantistico e semi-professionistico, il percorso degli allenatori può prendere pieghe inaspettate e spalancare le porte di contesti internazionali di assoluto livello. È la storia di Alessandro Caridi, tecnico reggino ben noto nell'ambiente calabrese per le sue importanti tappe sulla panchina di piazze blasonate come Gioiese, Stilomonasterace e Locri. Negli ultimi due anni, mister Caridi ha vissuto una significativa parentesi all'estero, guidando il Birkirkara nella Serie A maltese e assaporando il clima delle competizioni europee con i preliminari di UEFA Conference League. Rientrato in Italia, l'allenatore si è raccontato ai microfoni di LaC News24, tracciando un bilancio della sua avventura e analizzando l'attuale momento del Girone I di Serie D.
L'avventura a Malta: «Due anni intensi tra finale scudetto ed Europa»
Rientrato a fine marzo in Italia dopo la risoluzione consensuale con il club maltese, Caridi guarda indietro con grande soddisfazione al lavoro svolto oltreconfine: «Sono rientrato da Malta a fine marzo dopo essermi dimesso poiché, per forza di cose, dovevo tornare a casa. Negli ultimi due anni ho vissuto la Serie A maltese ma soprattutto la Conference League. Sono approdato al Birkirkara grazie a Stefano De Angelis. Con questo club ho vissuto due anni intensi dal momento che al primo anno abbiamo perso la finale per lo scudetto e con essa il pass per i preliminari di Champions League, ci siamo però qualificati per il primo turno eliminatorio di Conference League. Il secondo anno è andato un po' sotto le aspettative e infine, a marzo, entrambe le parti abbiamo deciso di interrompere il rapporto anche perché, come detto, io dovevo rientrare. Nel complesso è stata un'esperienza positiva che mi ha fatto crescere sia culturalmente che calcisticamente».
Un contesto competitivo che gli ha permesso di arricchire notevolmente il proprio bagaglio metodologico e tattico, venendo a contatto con tecnici di varie nazionalità: «La qualità della Serie A maltese non è di certo quella della Serie A italiana, ma ti confronti comunque con diverse realtà europee di altro livello. Proprio in quelle circostanze ho catturato metodi e visioni di altri allenatori che mi hanno arricchito, poiché mi sono potuto confrontare con gente da ogni parte del mondo».
Il futuro e la fretta dei presidenti
Attualmente svincolato e in attesa di una nuova chiamata stimolante, l'allenatore reggino frequenta abitualmente i campi di Serie C e D per mantenersi aggiornato e studiare da vicino le realtà del territorio: «Sto andando a vedere diverse partite tra Bari, Catania, Salerno, Reggio e Lamezia. Cerco un progetto stabile. A oggi noto che molti presidenti preferiscono mandare via i propri allenatori dopo sole quattro o cinque partite, ma non capiscono che la fretta di avere risultati non porta da nessuna parte. Per questo cerco un ambiente in cui si possa lavorare tranquillamente e una società che abbia pazienza nel raccogliere i frutti prima di trarre conclusioni. Il lavoro costante è sempre la soluzione».
Il focus sulla Serie D: «Reggina favorita per stravincere»
Da attento osservatore del Girone I di Serie D, mister Caridi ha espresso il suo parere sul momento della Reggina e sulle dinamiche della corsa alla promozione: «La Reggina quest'anno ha tutte le carte in regola per stravincere il campionato, inoltre allo stadio "Granillo" sarà davvero difficile prendere punti. Quanto alla sconfitta in casa del Trapani, non dico che ci può stare poiché la squadra di mister Marchionni ha fatto la partita, ma i siciliani negli ultimi minuti hanno trovato un avversario che voleva vincere la partita a tutti i costi e che pensava di non prendere gol. Un incidente di percorso può capitare, ma nel complessivo non penso che la compagine amaranto abbia difficoltà a vincere questo campionato».
Vibonese e Igea Virtus le mine vaganti
Infine, un passaggio doveroso sulle possibili avversarie capaci di infastidire la marcia della capolista: «Quelle che possono insidiarla sono Vibonese e Igea Virtus. Non escluderei la Nissa, anche se è partita a rilento, ma è stata costruita per vincere e il neo tecnico Moschella saprà trovare le giuste soluzioni per la risalita».