Play-off mondiali, per la Calabria non c’è solo Gattuso: il vibonese Calzona sogna l’impresa con la Slovacchia
Stasera due ct calabresi in semifinale playoff: Ringhio con l’Italia, Calzona, 57 anni di Cessaniti, con la Slovacchia contro il Kosovo: «Sicuramente farò anche il tifo per gli Azzurri. Non ci possiamo permettere la terza eliminazione»
Non ci sarà solo il coriglianese Gennaro Gattuso a giocarsi un pezzo di qualificazione ai Mondiali 2026. Stasera, nella semifinale dei playoff, l’Italia affronterà l’Irlanda del Nord, ma a calcare i campi internazionali ci sarà anche un altro tecnico calabrese: Francesco Calzona, 57 anni, originario di Cessaniti, in provincia di Vibo Valentia.
La Slovacchia, guidata dall’ex allenatore del Napoli, affronterà il Kosovo in una partita secca che vale l’accesso alla finale playoff. Una sfida delicata per l’allenatore vibonese, che ha studiato a fondo gli avversari e non intende sottovalutarli, pur essendo oltre 30 posizioni dietro la Slovacchia nel ranking FIFA e priva di esperienze in grandi tornei.
«Il Kosovo è una squadra molto ben organizzata – ha detto ieri in conferenza stampa – È arrivato in Lega B della Nations League e ha disputato un’ottima qualificazione ai Mondiali. Non sarà una partita facile».
Il tecnico di Cessaniti ha anche fatto il punto sugli infortuni: «Per quanto riguarda Milan Škriniar abbiamo ancora qualche ora. Vedremo come si sentirà domani mattina e poi decideremo. Stiamo facendo di tutto affinché possa giocare. Tuttavia, abbiamo un altro problema: Dávid Ďuriš si è lussato la spalla in palestra e contro il Kosovo non potremo contare su di lui».
Calzona ha parlato anche della pressione e delle strategie: «Sono partite secche, l’unico vantaggio è giocare in casa, con lo stadio sold out e la gente vicina. È una bellissima esperienza, tutti mi vogliono bene, ma manca stare sul campo ogni giorno. La Slovacchia mi ha proposto questa sfida e l’ho accettata volentieri».
A differenza di Gattuso, che ha creato chat e cene di gruppo per motivare i giocatori, Calzona segue i giovani più da vicino e mantiene rapporti consolidati con il gruppo storico: «Tocca chiamare anche i giocatori non al 100% e ai club non piace, ma per fortuna ci consolano i tifosi. A Bratislava c’è grande attesa, riavvicinare la gente è stato un grande traguardo».
Nonostante l’impegno con la Slovacchia, Calzona non nasconde la sua passione per l’Italia: «Sicuramente farò il tifo per gli Azzurri. Non ci possiamo permettere la terza eliminazione. Per il calcio italiano è un bivio: dobbiamo tornare a essere umili e risalire dal basso».