Premio Fair Play 2025-2026 al Bocale per l’impegno sociale del club. Cogliandro: «Orgoglio per l'intera comunità»
A Palazzo Alvaro la consegna del riconoscimento alla società che porta nella propria denominazione la sigla Admo (Associazione donatori midollo osseo), un modello virtuoso non solo all'interno del rettangolo di gioco
Portare i valori sociali e solidali attraverso lo sport è una cosa che in molti hanno fatto e in molti stanno facendo, più difficile però farla con continuità e soprattutto con sincera passione. In questo il Bocale (squadra che milita nel campionato di Eccellenza) ne ha fatto il suo marchio di fabbrica, rilanciandosi ancora una volta come società modello nel sociale e nell'impegno verso l'altro.
Impegno sociale
Una società, guidata dal presidente Filippo Cogliandro, sempre lontana dalle copertine e dal protagonismo ma, allo stesso tempo, molto vicina al fare e a perseguire uno stile di vita che porta in alto specifici valori di solidarietà e rispetto verso l'altro. Insomma, il Bocale continua a distinguersi non solo per i risultati sportivi sul rettangolo di gioco, ma soprattutto per il valore umano e sociale che da anni rappresenta sul territorio.
All'interno di Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il club è stato infatti insignito del premio “Fair Play – Mettiamoci in Gioco”, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Rotary Club Reggio Calabria Sud Parallelo 38, alla presenza delle massime istituzioni della Lega Calcio calabrese, rappresentate dal presidente Saverio Mirarchi. Un riconoscimento conferito per il decennale impegno sociale e per le molteplici iniziative che la società biancorossa porta avanti con costanza. Un percorso concreto fatto di presenza e vicinanza: dalla visita al reparto di oncologia del Gom in occasione della Pasqua, alla sinergia costruita con l’associazione Don Lorenzo Milani, guidata dal presidente Filippo Pollifroni; dal torneo nel ricordo di Emilio Campolo alla visita alla casa circondariale, passando anche per il carcere minorile di Catanzaro, fino alla raccolta fondi promossa a sostegno del Comune di Melito duramente colpito dal ciclone Harry.
Un impegno quotidiano che si riflette anche nell’identità stessa del club, che porta nella propria denominazione la sigla Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo) simbolo di una missione che va ben oltre il rettangolo di gioco.
Le parole di Cogliandro
A rappresentare il club a Palazzo Alvaro il patron Filippo Cogliandro, accompagnato da una delegazione di giovani calciatori che hanno avuto l’opportunità di raccontare davanti alle istituzioni la propria esperienza, testimoniando un’idea di calcio sana, pulita e profondamente educativa. Una scelta, quella del club, che anche sul piano sportivo guarda al futuro: la società ha infatti intrapreso una linea verde, puntando con decisione su tanti giovani in campo, cresciuti non solo come atleti ma anche come uomini, nel segno dei valori che il club promuove ogni giorno.
Grande la soddisfazione del patron Cogliandro, che ha così commentato: «Questo riconoscimento rappresenta un momento di grande orgoglio per il nostro club e per l’intera comunità che ne fa parte. Desidero esprimere un sentito ringraziamento al prefetto Clara Vaccaro per aver voluto estendere questo importante premio anche alle associazioni sportive, riconoscendo il ruolo fondamentale che lo sport può svolgere nel sociale. Un ringraziamento va inoltre al presidente Saverio Mirarchi per aver individuato nel Bocale Calcio Admo la prima realtà da premiare in questo percorso, attestando fiducia e attenzione verso il lavoro che portiamo avanti da anni.
Questo premio non appartiene a una singola persona, ma a tutta la dirigenza, ai soci, ai calciatori e a tutti coloro che credono nel progetto Bocale Calcio Admo, inteso non solo come realtà sportiva ma come presidio sociale. Continueremo a lavorare affinché questo messaggio possa diffondersi sempre di più, coinvolgendo altre società e rafforzando il legame tra sport e solidarietà».
Le parole di Polifroni
Sulla stessa linea anche Pollifroni: «Bocale Admo e Don Milani continuano il loro percorso insieme e per noi è un grande orgoglio aver ricevuto questo premio alla presenza di istituzioni importanti. Lo sport e il sociale dovrebbero camminare insieme sempre e in ogni categoria. Aiutare i giovani e chi ne ha più bisogno attraverso lo sport è qualcosa che ci riesce con estrema semplicità, perché quando tocchi le corde giuste, quelle pure e belle dello sport, tutto viene da sé. Noi siamo aperti a collaborazioni: chiunque voglia seguire il percorso con noi è libero di unirsi».
Un riconoscimento che certifica, ancora una volta, come questa società rappresenti un modello virtuoso, capace di unire sport, educazione e solidarietà.