Sezioni
Edizioni locali
12/02/2026 ore 09.00
Sport

Promozione A, esperienza nello staff del Campora con Mancuso: «Qui si lavora bene, ho trovato un'accoglienza commovente»

Il preparatore dei portieri torna dopo un intervento che lo aveva tenuto fuori dal rettangolo di gioco: «C'è un gruppo sano che probabilmente meritava qualche punto in più in classifica»

di Vincenzo Primerano

Una vita tra i campi di gioco e una passione che non è mai mancata, vivida come fosse il primo giorno. Tanta è ancora la voglia e la dedizione di Pietro Mancuso, attuale preparatore dei portieri del Campora (squadra militante nel campionato di Promozione A). Una passione, inoltre, che non è diminuita neanche nell'ultimo periodo quando lo stesso è stato costretto a fermarsi per un intervento al cuore.

Le parole di Mancuso

Proprio Mancuso, ai microfoni di LaC News24, ripercorre il suo recente percorso calcistico partendo però dal calcio giocato e dalla vittoria della sua squadra di domenica, nel derby contro l'Amantea: «Nel primo tempo ci siamo un po' contenuti, anche se si vedeva la volontà da parte loro, poi però è emersa la differenza qualitativa avendo dalla nostra pedine più esperte. In tal senso la partita si poteva chiudere anche prima del dovuto, c'è però da dire che l'Amantea ha lottato finché ha potuto».
Tre punti che permettono al Campora di allungare sulla zona play out e di guardare la classifica con maggiore tranquillità, anche se qualche punto sul taccuino manca, come afferma Mancuso: «Sì vero, qualche punto ci manca. Basti pensare alla recente partita in casa del Sersale dove stavamo vincendo fino a dieci minuti dal termine e poi i padroni di casa l'hanno ribaltata. In quel caso abbiamo tenuto testa a una squadra costruita per vincere il campionato, a dimostrazione che in questo gruppo qualcosa di buono c'è e, di conseguenza, meritava qualche punticino in più».

Il cammino

Da Luzzi (lo scorso anno) a Castrovillari, passando per Campora e Cotronei. Mancuso ripercorre il suo recente viaggio calcistico: «Inizio col dire che ci sono società che drogano il movimento, rovinando in molti aspetti il calcio dilettantistico. Avevo iniziato questa stagione a Castrovillari, arrivando lì ad agosto ma dopo due mesi ho ritenuto opportuno rientrare. In seguito mi ha chiamato il Cotronei con cui, dopo una prima parentesi, sono emersi diversi problemi».
Adesso il suo equilibrio ritrovato a Campora e una voglia mai persa nonostante l'intervento subito: «Per circa due settimane sono stato lontano dal rettangolo di gioco ma, oltre a questo, posso dire di essere soddisfatto di aver trovato una società come il Campora dove si impara e dove si vive da famiglia. Ho trovato un'accoglienza che mi ha commosso».

?>