Promozione B, la capolista Deliese fermata dal Taverna. Carbone: «Arbitraggio? Qualcosa non è andato»
Il capitano amaranto sulla conduzione arbitrale: «Guardalinee inermi, ne corso degli anni la Deliese non ha mai giocato ad armi pari sotto questo punto di vista»
Pareggio a sorpresa quello maturato al Federale di Catanzaro tra il Taverna e la capolista Deliese, con quest'ultima che rimane in vetta ma adesso è tallonata dal San NicolaChiaravalle Soverato e dal Gioiosa Ionica rispettivamente a meno uno e a meno due punti. al termine dei novanta minuti è 0-0, ma con gli amaranto che hanno dominato per lunghi tratti la partita nonostante l'inferiorità numerica per circa settanta minuti (espulso Versaci).
Il rammarico di Carbone
Una partita che sembrava stregata tra pali e innumerevoli occasioni. Oltre a questo, però, la compagine reggina recrimina anche per quel che riguarda la direzione arbitrale e su questo si è espresso il capitano Alessandro Carbone: «A me non è mai piaciuto parlare della terna arbitrale, ma questa volta penso sia innegabile e sotto gli occhi di tutti il fatto che c'era qualcosa che non andava. Noi indubbiamente abbiamo commesso qualche errore, come l'espulsione dopo soli quindici minuti, ma non chiamare tre rigori plateali non me lo spiego. Per non parlare dei guardalinee che sono stati alquanto inutili e non hanno aiutato l'arbitro. Spero sia stata solamente una giornata no per loro, perché non voglio e non posso pensare altro, vero è però che noi ci stiamo giocando il campionato e non possiamo permetterci passi falsi, così come neanche la terna».
Parità di trattamento
Rabbia e rammarico dunque: «Un pari che indubbiamente lascia l'amaro in bocca, ma di certo non vanifica il nostro lavoro perché esso va oltre i risultati. Credo però che, nel corso del tempo, la Deliese non abbia mai giocato ad armi pari. Basti pensare lo scorso anno quando alla nostra tifoseria sono stati inflitti trenta Daspo mentre alla controparte nessuno. Nel corso degli anni abbiamo sempre avuto tanta dignità, senza mai piegarci a compromessi».