Promozione B, l'Africo si consegna alla storia. Leo Criaco: «A dicembre la situazione era calcisticamente drammatica»
Salvezza diretta per il club che aveva terminato il girone di andata a soli tre punti. Mai nessuno ci era riuscito prima. Il ds: «Sono africese e quanto fatto mi rende fortemente orgoglioso»
Un'impresa stoica e titanica che assume i contorni della storia: l'Africo centra la salvezza diretta nel campionato di Promozione B, con una giornata di anticipo, nonostante abbia chiuso il girone di andata ultimissimo con soli tre punti. Nessuna squadra ci era mai riuscita prima d'ora, nell'ultra-trentennale storia di questo campionato dilettantistico. Insomma, forse da quelle parti devono ancora realizzare bene ma il miracolo sportivo computo è di quelli giganti e indelebili.
Impresa titanica
Una situazione disastrosa a fine dicembre, con nessuna prospettiva se non quella della rassegnazione a una cruda retrocessione e senza una squadra per poter competere. Insomma, una sfida che mai nessuno avrebbe accettato, neanche i più temerari. Il direttore sportivo Leo Criaco, insieme al tecnico Alberto Criaco, però lo ha fatto spinto dal forte legame e senso del dovere per la sua città da africese doc.
Nelle ore subito successive alla sbornia della salvezza e dell'impresa, ecco le sue parole ai microfoni di LaC News24: «A dicembre la situazione era calcisticamente drammatica perché, oltre alla classifica, non c'erano neanche gli uomini per poter comporre una rosa. Di conseguenza non bisognava migliorare una squadra ma rifare un'intera rosa, dal momento che erano rimasti solo in due o tre elementi e da questi siamo ripartiti. Non è stato facile perché, tra i nuovi arrivati, avevamo puntato tutto su Bruzzaniti che era il nostro giocatore più rappresentativo ma un brutto infortunio lo ha costretto a stare fuori dal campo e non lo abbiamo avuto praticamente mai».
Legame e futuro
Un capolavoro fatto in fretta e furia e senza alcuna sbavatura, uno di quelli che rimangono indelebili nel tempo e da raccontare ai posteri. Ancora più "romantico" il fatto che i timonieri di questa galoppata, tra cui appunto il ds Leo Criaco insieme al tecnico, sono africesi: «Ho sposato la causa perché è il mio paese, inoltre l'ho fatto anche per il sindaco Modaffari che è una persona eccezionale e mi ha spinto a farlo. Con tutta l'umiltà di questo mondo, ma nessuno avrebbe mai accettato una sfida del genere».
E ancora: «Personalmente sono molto orgoglioso di quanto fatto. Nella mia carriera ho vinto tanti campionati ma la soddisfazione di questi quattro mesi non l'avevo mai provata. Sarà perché sono africese e ciò mi inorgoglisce. Futuro? Ad Africo dobbiamo essere tutti uniti e cercare di fare qualcosa per il domani, ovviamente ci devono essere le condizioni altrimenti torniamo a prima di dicembre. Inoltre abbiamo la fortuna di avere un sindaco del genere».