Serie C femminile, una terna tutta vibonese: tre donne in campo per Cus Unical-Roma
Irene Scerbo, Amelia Timpano e Maria Denami protagoniste della gara del Girone D. Il presidente dell’AIA di Vibo Valentia, Nazzareno Manco: «Il movimento arbitrale, nel nostro territorio, indubbiamente sta crescendo»
Non soltanto gol, emozioni e prodezze sul terreno di gioco. Lo scorso weekend calcistico ha regalato motivi di profonda soddisfazione anche per il settore arbitrale del territorio. La gara valida per la prima giornata del campionato di Serie C femminile (Girone D) tra Cus Unical e Roma Calcio è stata infatti affidata a una terna interamente vibonese e tutta al femminile: l'arbitro Irene Scerbo affiancata dalle assistenti Amelia Timpano e Maria Denami. Un traguardo di grande prestigio in una competizione a carattere nazionale.
Un riconoscimento che premia il costante lavoro di reclutamento e formazione svolto sul territorio. A tracciare il bilancio e a raccontare lo stato di salute della sezione è stato Nazzareno Manco, presidente dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA) di Vibo Valentia, ai microfoni de Il Vibonese.
Manco: «Tanti giovani e presenze femminili in costante aumento»
Il presidente Manco ha voluto innanzitutto sottolineare il merito della designazione e la crescita complessiva della Sezione: «Innanzitutto bisogna ringraziare il designatore regionale Gaetano Massara, dal momento che è stato lui a decidere di mandare una terna interamente vibonese per questa partita. Il movimento arbitrale, nel nostro territorio, indubbiamente sta crescendo e ci sono tanti ragazzi giovani, anche di 14 e 15 anni, che si sono avvicinati e che stanno facendo strada. Attualmente contiamo ben otto ragazze nel settore giovanile, quattro ragazze a livello regionale e tre assistenti sempre sul piano regionale. Non dimentichiamo inoltre l'ex arbitro vibonese Valentina Garoffolo, confermata nel Comitato Nazionale dell'AIA dove rappresenterà la macroregione Sud».
I numeri della sezione e il ruolo educativo dell'arbitro
A testimoniare la vitalità dell'AIA vibonese sono soprattutto i numeri di un organico sempre più verde, a dispetto delle difficoltà generali del reclutamento sportivo: «In sezione abbiamo attualmente 120 giovani, per la maggior parte minorenni, che si sono avvicinati per certi versi anche inaspettatamente visto il momento storico. La cosa bella è che, nonostante la giovane età, stanno già facendo gruppo per un'affinità che abbiamo consolidato nel raduno dello scorso 3 e 4 ottobre a Pizzo, dove erano presenti una settantina di ragazzi tutti associati».
Infine, Manco si è soffermato sul valore umano e pedagogico della figura dell'arbitro, sottolineando l'importanza del supporto ai ragazzi alle prime armi: «La figura arbitrale durante le partite viene molto spesso criticata ma, allo stesso tempo, penso che sia un ruolo che affascina perché rappresenta un modo diverso di vedere il calcio e il suo mondo. Io sono presidente provinciale da circa sei anni ma ho iniziato la carriera di arbitro a quattordici anni, dunque ho fatto questo percorso e capisco le esigenze dei giovani direttori di gara. Non vanno mai lasciati soli, soprattutto al termine di una partita difficile. Non bisogna farli sentire soli».