Serie D, il Sambiase replica all'ex DS Calidonna: «Nessun addio a sorpresa, contratto scaduto»
Terremoto societario in casa giallorossa: dopo lo sfogo dello storico direttore sportivo, la società rompe il silenzio e spiega i motivi della ristrutturazione in vista della Serie D.
La programmazione del prossimo campionato di Serie D si apre con una vera e propria tempesta societaria in casa Sambiase. Il club giallorosso si appresta a cambiare pelle, non solo sul rettangolo di gioco ma soprattutto nell'organigramma dirigenziale. A far rumore, nelle ultime ore, è stato l’addio dello storico direttore sportivo Salvatore Calidonna, un divorzio che ha subito trascinato con sé non poche polemiche.
Calidonna: «L'ho scoperto sui social»
A lanciare la pietra è stato lo stesso ex DS, che non ha nascosto l'amarezza per le modalità della separazione. Calidonna ha infatti dichiarato di aver appreso la decisione della società solamente tramite i canali social ufficiali del club, aggiungendo che, a seguito di un successivo confronto con i vertici, non sarebbero emersi motivi validi tali da giustificare la fine del rapporto.
La replica del Sambiase
Non si è fatta attendere la risposta ufficiale del Sambiase. Tramite una nota, il club ha voluto ringraziare Calidonna per il lavoro svolto nei due anni passati in giallorosso, ma ha respinto categoricamente le accuse, ristabilendo la propria versione dei fatti.
«Il signor Calidonna è entrato a far parte del progetto nel secondo anno di questo nuovo percorso, inserendosi in una struttura societaria che aveva già posto solide basi. È inoltre opportuno ricordare che, nel mondo del calcio, tutti i rapporti di tesseramento hanno una naturale scadenza al 30 giugno. Pertanto, il mancato rinnovo rientra nelle normali valutazioni di fine stagione».
La società ha poi voluto chiarire le ragioni profonde che hanno portato a questa drastica decisione, legandole a fattori economici e organizzativi: la necessità di ridisegnare l'organigramma per la nuova categoria e le gravi defezioni di alcuni sponsor hanno imposto un ridimensionamento forzato della struttura tecnica.
«Nessun caso personale»
La dirigenza ha concluso la nota blindando la propria posizione e rispedendo al mittente i dubbi sulla gestione del caso: «Le decisioni non sono mai state dettate da valutazioni personali. Pur comprendendo il dispiacere umano, respingiamo qualsiasi interpretazione che possa mettere in discussione la correttezza e la trasparenza dell’operato della società».