Serie D, Morelli lascia la panchina dell'Acireale: «Passo indietro per rispetto del club, ognuno si assuma le proprie responsabilità»
Le dimissioni del tecnico calabrese all'indomani della sconfitta contro il Gela: «Si avvertiva questa cappa di negatività, soprattutto la percepivamo anche noi all'interno»
Il ventiquattresimo turno del campionato di Serie D (girone I) ha portato in dote diversi scossoni, non solo figli del rettangolo di gioco ma anche, in questo caso, delle panchine. Si dividono infatti le strade tra mister Claudio Morelli e l'Acireale dopo un paio di mesi dall'annuncio del matrimonio sportivo.
Un momento innanzitutto delicato per la squadra siciliana, ancora senza vittorie nel 2026 e nel girone di ritorno e, soprattutto senza il bottino pieno da undici giornate. Non è sicuramente il tecnico calabrese il principale colpevole di questa crisi, in un club che sta attraversando un periodo opaco e figlio di diverse dinamiche. Fatale la sconfitta di domenica in casa del Gela.
Parla Morelli
In ogni caso è lo stesso Claudio Morelli, ai microfoni di LaC News24, a ripercorrere la decisione e la situazione che si stava e si sta vivendo ad Acireale: «Innanzitutto è stata una decisione dettata dal contesto di una squadra blasonata e che non può e non deve essere presa in giro da nessuno, perché va rispettata. Detto ciò, si stavano vivendo situazioni particolari e ci metto dentro anche il fatto che probabilmente non sono riuscito a incidere come avrei voluto».
Circostanze che hanno girato anche contro la compagine siciliana, come afferma il tecnico: «Ricordo il pareggio contro l'Igea Virtus subito al novantesimo e, in seguito, con quattro giocatori squalificati oltre alla squalifica del campo. Quello è stato un episodio che ci ha tramortito, anche perché venivamo dal 2-2 in casa di una corazzata come la capolista Savoia e, come detto, stavamo vincendo 3-2 contro l'altra co-capolista Igea Virtus la settimana successiva. Si era creato entusiasmo, poi tutto è precipitato con il virtuale colpo di grazia che è stato quello della penalizzazione. Sembrava che tutto girasse contro».
Passo indietro
Insomma, un clima non proprio sereno da quelle parti stando al racconto del tecnico: «Si avvertiva questa cappa di negatività, soprattutto la percepivamo anche noi all'interno e senza dimenticare le contestazioni fatte dalla piazza».
E ancora: «Lascio l'Acireale a malincuore, ma lo faccio per rispetto della piazza e per l'umiltà di fare un passo indietro. Ognuno però si deve prendere le proprie responsabilità così come ho fatto io, perché questo mio passo deve servire da sprono soprattutto a chi, fino a questo momento, non stava dando il suo 100%».
Focus sulle calabresi
Infine ecco il focus sulle quattro calabresi: «La Reggina può ambire al salto di categoria poiché ha tutte le carte in regola per farlo. Quanto alla Vibonese, allo stato attuale sinceramente vedo grosse difficoltà, ma mi auguro che anche qui possano essere risolte. La Vigor Lamezia è invece sulla strada giusta per la salvezza e il Sambiase, infine, nell'ultimo periodo sta vivendo una parentesi opaca ma è normale e succede a qualunque squadra in ogni stagione. Il cammino dei giallorossi rimane positivo e penso che non si poteva chiedere di più».