Sinner sempre più nella storia, batte Ruud ed è il nuovo re di Roma: è il primo italiano dopo 50 anni
Norvegese regolato con un doppio 6-4 davanti al presidente Mattarella accolto con un'ovazione dal Centrale del Foro Italico. Il numero uno al mondo conquista il Career Golden Masters vincendo tutti i Master 1000: Djokovic l'unico altro tennista al mondo a esserci riuscito
Era il 18 maggio 2025 Jannik arrivava in finale contro Carlitos Alcaraz (che non rivedremo prima dell’erba inglese) ed il finale amaro lo ricordiamo tutti. Oggi, 17 maggio 2026 la speranza è quella di scrivere un finale diverso.
Il centrale applaude all’entrata di Casper Ruud ma parte il boato quando entra Jannik Sinner. Sono tutti in piedi, anche la tribuna d’onore gremita. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche lui accolto da una standing ovation del Centrale, Lorenzo Fontana Presidente della Camera dei deputati, Matteo Salvini ministro dei trasporti e vicepresidente del Consiglio e Matteo Renzi.
Assiste alla finale anche Flavia Pennetta nonché Adriano Panatta, ultimo italiano a vincere gli Internazionali d’Italia 50 anni fa. Sarà lui a premiare il vincitore.
I precedenti parlano chiari: 4 incontri tra i due. 4 vittorie per Sinner. 8 set a 0.
L’anno scorso, sulla stessa superficie e sullo stesso campo, s’impose l’italiano con un netto 6-0/6-1.
È un Ruud che perde solo un set nel torneo e cosa molto importante, ha avuto un giorno di riposo, ieri, cosa che Siner non ha fatto per recuperare la sua semifinale con Medvedev.
Che partita è stata; 1° SET
Vince Ruud il sorteggio e scegli di servire. Parte bene mettendo a segno anche un ace e tenendo così il servizio.
Sinner non entra subito in partita, rimane dietro anche dopo il suo turno di battuta, break conquistato dal norvegese. Recupera però con un controbreak l’azzurro con un passante di rovescio, costringendo Ruud a stare a fondo.
Al servizio, Sinner, trova la parità, e sul 40-15 arriva anche per lui il primo ace.
Due game di fila per entrambi, tutto da rifare.
Larghe le prime di battuta di Ruud ma tiene comunque il suo turno di battuta, Sinner sul 40-30 prova un rovescio che finisce oltremodo in corridoio dando così la possibilità al norvegese di portarsi avanti nuovamente.
Poco dopo però sul 4-4 con in battuta Ruud Sinner schiaccia il piede sull’acceleratore e va a servire per il primo set.
40-0, tiene il turno di battuta e lo chiude con un serv and volley perfetto, a stringere. 49 minuti di set. 6-4. Ma la gara è ancora lunga.
2° SET
Diventano subito quattro i set consecutivi conquistati da Jannik, inizia prendendo il break a Ruud e concedendo poco.
Concede anche poco nel suo turno di battuta, dove lascia fare al suo avversario solo un punto applaudito da tutto il centrale.
Ruud sembra però non essere più quello del primo set, guarda spesso verso l’angolo, parla ad alta voce e si lascia andare a delle smorfie di rabbia e confusione; nel suo turno di battuta iniziato con due errori, Jannik sbaglia altrettanto. Sempre sul lato destro, trova due volte la rete. Sul 30-30 Ruud vede Sinner scendere a rete e riesce nel pallonetto, colpo che in questo torneo Sinner sta accusando parecchio, specie nella semifinale con il russo. Riesce a strappare il game ai vantaggi Ruud accorciando le distanze.
Sinner è tornato quello che conosciamo, è tornato il Sinner che non concede e si volta verso l’attacco. Un passante sul diritto ed un altro ace, la concentrazione è alta. Il punto che lo porta al 40-0 è costruito come al suo solito: battuta sui 205 km/h, risposta complicata dell’avversario mentre lui è giù a rete, pronto per il rovescio a chiudere. 3-1.
Cala il silenzio quando Ruud fa un punto, esplode al minimo vantaggio di Jannik, il clima al Centrale del Foro Italico è particolarmente teso. Vogliono una fine. Con un campione.
Ruud al servizio mette in difficoltà però Sinner, ancora una volta con un altro lob (pallonetto). Difende il turno di battuta ed inizia ad inseguire. 3-2. Ora sta all’azzurro staccare. Lo fa nel migliore dei modi, non concede, non lascia spazio. Conquista il quarto game davanti una tifoseria pronta ad esplodere, da lì a poco.
Rallenta i festeggiamenti il turno di battuta di Ruud, forza la prima come forza la seconda in battuta, il campo gli dà ragione. Un game sontuoso lo porta ancora una volta a meno uno, il tabellone dice 4-3.
Apprestandosi al servizio Jannik Sinner sa che deve vincere, dopo 1h30min vuole staccare, dall’altra parte però Ruud ha solo bisogno di un break ma soprattutto non vuole servire dopo per restare ancora in partita. L’italiano, però, non sbaglia, anche se Ruud dà senza dubbio una grande prova di non essere da meno. È, in risposta, il suo miglior game di tutta la partita. Ma non basta, 5-3.
In battuta però Ruud non sbaglia nulla, dopo poco meno di tre minuti è avanti 40-0 con un ace e due prime vincenti. Prova a chiudere con un ace forzando due volte, ma trova un doppio fallo. Rischio calcolato però, e dopo il punto concesso è 5-4, Ruud non smette di rincorrere.
Jannik Sinner ora batte per il match, per scrivere la storia e per far tornare a casa il titolo che manca da 50 anni. Questo lui lo sa e lo sa anche tutto il Centrale.
Il 15-0 arriva dopo uno scambio intenso chiuso con un rovescio da fondocampo all’incrocio.
Il 30-0 arriva in battuta, fa alzare la sua panchina che non si siederà fino a fine match, Coach Vagnozzi in prima linea.
Il 40-0 arriva giù a rete, la mamma di Jannik ha smesso di guardare il figlio, sarà il boato del centrale a farla alzare in piedi.
È match point, c’è uno scambio lungo, sembrava avesse fatto punto ma no il norvegese risponde, ma poi arriva il colpo che chiude, arriva quel diritto.
Jannik Sinner è campione a Roma. Jannik Sinner, oggi, è campione di Roma.
Jannik uguale Storia
Torna dopo 50 anni il titolo di Roma ad un italiano, l’ultimo fu Adriano Panatta nel 1976 contro Guillermo Vilas. Ma per Jannik Sinner questo torneo non è solo una coppa che torna a casa, almeno per un anno, è tanto altro.
Entra nella storia del tennis mondiale vincendo tutti i tornei ATP Masters 1000, sul suo diario mancava solo questo infatti. Chiude un cerchio, quello più bello, a casa sua. Davanti la sua gente, lì solo per lui, ma non da oggi. Dalla sua prima partita al Foro Italico del 2025.
Un anno in cui la gente non ha smesso di seguirlo, di apprezzarlo e di capire che si sta parlando di un campione straordinario.
Per l’impresa che hai fatto, per lo spettacolo che è diventato vederti, posso solo dire: Grazie, Jannik.