Sport, salute e adolescenza: a Crotone il convegno del Gruppo Marrelli su crescita e benessere dei giovani
Il 6 e 7 marzo esperti del settore ortopedico e pediatrico a confronto su prevenzione e benessere psicofisico. Saranno analizzati i cambiamenti nelle abitudini dei giovani
Un evento particolare per il Gruppo Marrelli si terrà il 6 e 7 marzo prossimo a Crotone, in via Enrico Fermi: due giornate di confronto tra esperti per parlare di sport, salute e crescita nell’età evolutiva, con un focus su adolescenza, prevenzione, tecnologia e benessere psicofisico.
Il tutto si concluderà con la consegna del Premio Massimo Marrelli “Resilienza”, alla sua prima edizione.
Il tema unisce la vita dello sport a quella dell’adolescenza, un legame cruciale per comprendere le dinamiche psicologiche e sociali dei giovani atleti di oggi, sempre più sospesi tra vita reale e mondo digitale.
Abbiamo chiesto di spiegarci di cosa si tratta nello specifico al prof. Luigi Promenzio, specialista in Ortopedia Pediatrica e tra gli organizzatori dell’evento. Promenzio sottolinea come negli ultimi vent’anni l’arrivo di internet, l’esplosione degli smartphone e, più recentemente, la pandemia abbiano ridotto drasticamente il tempo dedicato all’attività fisica, soprattutto tra preadolescenti e adolescenti.
Prima ancora del Covid, oltre la metà dei giovani europei faceva poco o nessuno sport. A livello globale, secondo uno studio pubblicato su The Lancet Child & Adolescent Health, l’80% dei ragazzi e il 90% delle ragazze tra 11 e 17 anni non raggiungevano i livelli minimi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
«Lo sport non è solo un passatempo, è un motore di salute e crescita personale – dichiara Promenzio –. Muoversi significa rafforzare il corpo, ma anche imparare a porsi obiettivi, accettare le sconfitte, rispettare le regole e gli altri. È una palestra di vita, oltre che di muscoli».
«Il nostro convegno – prosegue – intende, oltre ad approfondire le tematiche strettamente mediche attraverso relazioni scientifiche di altissimo contenuto preventivo, clinico e chirurgico, sviluppare due piani della tematica: la contemporaneità dello sviluppo fisico-psichico (e di eventuali patologie in senso stretto) e l’ambito sociologico del “tempo” dei ragazzi, in costante dilatazione e trasformazione».
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: più sedentarietà, più sovrappeso, più fragilità emotiva. I dati ISTAT mostrano abitudini alimentari poco sane tra i giovanissimi, mentre noia e apatia possono favorire comportamenti a rischio, come il fumo precoce.
Infine il dott. Promenzio evidenzia come ad occupare il tempo libero, sempre più spesso, sia lo smartphone.
«In Italia – spiega – tre ragazzi su quattro tra 11 e 18 anni trascorrono oltre quattro ore al giorno sui social. Un tempo enorme, spesso sottratto al movimento, al sonno e alle relazioni reali».
La psicologa americana Jean Twenge ha evidenziato che superare le due ore quotidiane di utilizzo è associato a minore autostima, più ansia, meno ore di sonno e maggiore rischio di sintomi depressivi, soprattutto tra le ragazze.
«Il meccanismo è semplice – conclude –: ogni “like” attiva nel cervello una piccola scarica di piacere, spingendo a restare connessi sempre più a lungo. La sfida, allora, è educativa. Genitori e ragazzi devono essere aiutati a trovare un equilibrio: meno tempo sui media digitali, più sport, più incontri faccia a faccia».
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno un’ora al giorno di attività fisica per i giovani, ricordando però un principio chiave: anche poco movimento è meglio di niente e ogni passo in più porta benefici.
Insomma un convegno interessante, concentrato su un tema forse ancora molto sottovalutato, e che vedrà la partecipazione di professionisti tra i più affermati del settore ortopedico-pediatrico.
Ancora una volta il Gruppo Marrelli, sotto la guida della presidente Antonella Stasi, concentra le proprie energie sul confronto e sulla ricerca, cercando di esportare sempre più il suo modello di eccellenza affermato ormai in tutta Italia.
Con questo convegno il gruppo conferma di essere anche un punto di riferimento per la vita sociale dell’intero territorio calabrese, dimostrando come attenzione, specializzazione e sensibilità possano fare la differenza soprattutto nella vita dei più giovani.
.jpeg?f=3x2&w=400&q=0.3)