Tedesco si presenta al Bologna e non dimentica la Calabria: «Bocchigliero è il mio paese, lo porto nel cuore»
Nella conferenza di presentazione in rossoblù, il tecnico calabrese ricorda le estati trascorse nel borgo silano, gli amici e i tornei di calcetto: «Sono otto anni che manco, ma il legame resta fortissimo»
Non solo tattica, moduli e ambizioni europee. Nella giornata che ha ufficialmente inaugurato la sua avventura sulla panchina del Bologna, Domenico Tedesco ha voluto dedicare anche un pensiero alle sue radici calabresi nel corso della conferenza di presentazione con il club rossoblù. Il tecnico nato a Rossano, ma legato profondamente a Bocchigliero, ha raccontato il rapporto mai interrotto con la sua terra d’origine, nonostante una carriera costruita interamente all’estero tra Germania, Russia, Belgio e Turchia.
«Ho un forte legame con il mio paese. Sono nato a Rossano ma sono di Bocchigliero, un paese che amo perché voglio molto bene alla gente che vive lì», ha dichiarato Tedesco. Un ricordo che affonda nelle estati trascorse nel piccolo centro della Sila Greca, dove per diciassette anni consecutivi ha passato le vacanze insieme alla famiglia e agli amici.
Tra gli aneddoti più significativi, anche quello legato ai tradizionali tornei di calcetto che animavano le estati del borgo: «C’era un torneo molto importante al quale partecipava anche Domenico Berardi, che viene dallo stesso paese», ha ricordato il tecnico rossoblù, sottolineando ancora una volta il forte senso di appartenenza alla comunità bocchiglierese.
Negli ultimi anni gli impegni professionali lo hanno tenuto lontano dalla Calabria. «Sono otto anni che manco. I parenti non ci sono più, molti si sono trasferiti all’estero o al Nord Italia. Con il lavoro che facciamo è difficile tornare giù in estate, ma resto molto legato alla Calabria», ha aggiunto Tedesco.
Parole che non sono passate inosservate a Bocchigliero. L’amministrazione comunale e l’intera cittadinanza hanno infatti accolto con entusiasmo il richiamo alle origini del nuovo allenatore del Bologna, dedicandogli una nota ufficiale carica di affetto e orgoglio.
Il Comune ha evidenziato come il ricordo delle estati trascorse nel borgo, degli amici e dei tornei di calcetto rappresenti «la testimonianza di un legame mai spezzato con la comunità che lo ha visto crescere negli affetti e nei valori». Un messaggio culminato con l’invito a tornare presto in paese, dove Tedesco viene considerato uno dei figli più illustri della comunità.
Dalla Bundesliga alla Nazionale belga, passando per le esperienze in Russia e Turchia, il percorso professionale di Tedesco lo ha portato ai vertici del calcio europeo. Ma nel giorno del suo approdo in Serie A, il tecnico ha voluto ricordare che, al di là dei successi internazionali, una parte importante della sua storia continua ad avere le sue radici tra le montagne della Calabria.
Per Bocchigliero e per l’intero territorio silano, le sue parole rappresentano molto più di una semplice citazione: sono il segno di un’appartenenza che il tempo e la distanza non sono riusciti a cancellare.