Tennis, Sinner da capogiro: batte Zverev e conquista anche Madrid
Il campione altoatesino impone il suo ritmo e chiude in meno di un’ora una finale senza storia. È il primo a vincere 5 Master 1000 di fila
Poco più di un allenamento per Jannik Sinner: questo è parsa la finale del torneo di Madrid contro Alexander Zverev, numero 3 del mondo annichilito in appena 57 minuti con il punteggio di 6-1 6-2.
Il torneo di Madrid: preludio a Roma e Parigi
Quello di Madrid è un torneo che non ha bisogno di presentazioni: è quel torneo che apre la stagione tennistica sopra i venticinque gradi. Quel torneo preparatorio all’appuntamento di prossima settimana nella capitale italiana, ed ancora, al Roland Garros parigino.
Quella di oggi, infatti, non è stata una semplice finale, ma una storia che nel tempo cambia: quattro finali a Madrid per il tedesco Zverev, oggi terzo in classifica ATP. Due volte campione del torneo, la prima volta nel 2018 e la seconda nel 2021 dove si è imposto contro l’azzurro Matteo Berrettini. Prima finale invece per Jannik Sinner, capofila nella classifica ATP, forte di una recentissima vittoria sulla terra rossa di Montecarlo impostosi 2-0 contro lo spagnolo Carlos Alcaraz, momentaneamente fuori per infortunio, da segnalare anche la sua assenza nel prossimo torneo di Roma.
Sinner e Zverev si conoscono molto bene, inoltre non è neanche la prima finale in cui i due si dilettano; si segnala infatti l’impegno dell’Australian Open 2025 vinto da Sinner con un netto 3-0 (6-3/7-6/6-3).
Che partita è stata
Parte più che bene Jannik Sinner, deciso, calmo, sempre sorridente e determinato. Non sbaglia un servizio se non per un doppio fallo nel terzo game del primo set che però non desta particolari paure. In 17 minuti siamo sul 5-0 per l’azzurro, 3 aces e 7 prime vincenti. Zverev non pervenuto.
Trova all’inizio del sesto game il suo primo ace il tedesco, accompagnato subito dopo da un’ottima prima vincente, è un game in cui non conosce errore e toglie lo “0” da vicino il suo nome, 5-1. Solo una volta Sinner riuscì lo scorso anno nell’impresa di lasciare il tedesco “a zero” in un set.
Torna Jannik in battuta e lo fa nel migliore dei modi, un’altra prima vincente e (tanti) altri colpi da fuoriclasse assoluto. Serve ad una velocità ragguardevole, 213 km/h. Proprio quando Sinner serve per il primo set Zverev raggiunge quota 30 (facendo due punti) con l’italiano in battuta, ma non gli è bastato: una palla corta sublime, che parte da fondo campo, regala a Sinner il primo Set Point chiudendolo con una battuta a cui Zverev nulla poteva rispondere. 25 minuti, 6-1, tutto liscio.
Parte in modo completamente diverso il secondo set, il tedesco in battuta apre le danze e non sbaglia, tiene il servizio a zero. Risponde subito l’italiano iniziando il suo turno di battuta con una prima vincente ed una slice come solo lui sa fare. Due ace nel game, 6 sino ad adesso nel match, è parità, 1-1.
Continua la striscia di punti accumulati, in meno di 45 minuti il tabellone segna 3-1, con ormai 8 aces sulle spalle (ultimi due a 215 km/h).
Accorcia poi le distanze il tedesco con tre aces nello stesso game, Sinner poco può fare, 3-2. Il 4-2 arriva prestissimo, con un altro ace e con altre prime vincenti, game chiuso a zero.
Arriva sul 4-2 il primo doppio fallo anche per Zverev, arriva anche nello stesso game una “steccata” che fa finire la pallina lunga, la dea bendata sembra averlo ormai abbondonato. E sembra un eufemismo dire “ormai”, se si pensa che il cronometro non segna neanche l’ora di gioco.
Serve per il match ed inizia bene, il primo scambio dura meno di 3 colpi, 15-0; il 30-0, arrivato pochi secondi dopo, arriva in grande stile con un’altra palla corta da fondo campo. Arriva il Matchpoint con un altro ace, siamo sul 40-0.
L’orologio segna “00:57”, basta il primo Matchpoint e per Zverev non c’è storia, la pallina è larga e spunta il sorriso sulla faccia dell’azzurro.
Neanche un’ora di gioco, neanche un grido di rabbia. Composto, elegante, una macchina da guerra. Campione è la parola giusta.
Sinner da capogiro: orgoglio azzurro assoluto
Da Parigi dello scorso anno, da quel Roland Garros perso contro lo spagnolo Carlitos, dal vocabolario di Sinner è scomparsa una parola: “sconfitta”. Sembra il Federer del 2011, 28 vittorie di fila (Federer arrivò a 29) all’interno dei Master 1000. Dalla sconfitta parigina Sinner vince nel 2025: Wimbledon, China Open, Vienna Open e le Nitto ATP Finals. Il 2026 si apre ancora meglio: Indian Wells, Miami Open e Monte Carlo, ed ora Madrid. Il primo nella storia a vincere 5 Master 1000 di fila.
Instancabile è la parola giusta.
Come sono arrivati alla finale i due:
Perde solo un set l’azzurro nel suo debutto contro il francese Bonzi perdendo il servizio al tie break del primo set. Senza non troppi problemi poi il suo percorso che l’ha condotto ad oggi, la sua prima finale nella capitale spagnola: Moller, Norrie e Jodar per poi incontrare in semifinale Fils, tutte conquistate con un netto 2-0.
Sono due invece i set che perde, prima della finale, Alexander Zverev, un esperto ormai di questo torneo. Perde un set contro l’argentino Navone al suo esordio spagnolo ed un altro contro il giovanissimo Mensik (ventisettesimo al mondo). Più “leggeri” invece gli altri match chiusi per due set a zero con una buona percentuale di prime vincenti contro Atmane, l’italiano Cobolli ed il belga Blockx in semifinale.
Ora, gli Internazionali di Roma, l’unico che manca a Jannik
Ci siamo ormai, Roma è il prossimo appuntamento. Il foro italico è pronto ad ospitare i grandi del tennis mondiale. Sinner, a casa sua, proverà il tutto per tutto. Proprio li, dove l’anno scorso lo spagnolo Alcaraz gli strappò la finale con modiche difficoltà. Sarà un torneo diverso, Alcaraz non parteciperà (come non parteciperà a Parigi) e neanche il numero 9 al mondo – lo statunitense Fritz – prenderà parte all’appuntamento romano. Parte bene (ma non favorito) anche l’italiano Musetti. Confermata anche la partecipazione di Cobolli e Darderi a completare la squadra azzurra. Favorito, ovviamente, Jannik Sinner.
Attenzione a sottovalutare gli impegni femminili di Roma, la “nostra” Jasmin Paolini, infatti, avrà un compito difficilissimo, difendere il titolo. Di sicuro non le mancherà il supporto ed il calore di un Foro Italico gremito che sta aspettando solo di vederla. Da tenere d’occhio, come sempre, Aryna Sabalenka, mai stanca di vittorie che però male ha fatto a Madrid dove non è neanche arrivata nella fase finale del torneo. Confermata anche la presenza di Coco Gauff, finalista nel torneo romano 2025, finale consegnata all’azzurra Paolini.
Ora, a Jannik, manca solo Roma. Ma questo lui ed il suo team lo ha bene a mente.