Us Catanzaro, il futuro passa da Aquilani: perché interrompere un progetto che ha sfiorato la Serie A?
Il tecnico romano è richiesto da diversi club, ma è sotto contratto con i giallorossi fino al 2027. Dopo una stagione da applausi e una promozione sfumata per un gol, la piazza chiede di ripartire da lui. A breve il confronto con la dirigenza, ma la continuità appare la soluzione più logica
Smaltire una delusione come quella di Monza non sarà semplice. Il Catanzaro è arrivato a un solo gol da una promozione in Serie A che avrebbe avuto il sapore della storia, pareggiando sul campo il doppio confronto contro i brianzoli e arrendendosi soltanto a un regolamento che ha premiato il miglior piazzamento ottenuto dai brianzoli nella stagione regolare. Ma il calcio, si sa, non concede molto tempo per guardarsi indietro. E così, mentre la città continua a rendere omaggio a una squadra capace di conquistare il rispetto dell'intero Paese, in casa giallorossa si sono già aperte le prime riflessioni sul futuro. Il tema principale è inevitabilmente quello legato ad Alberto Aquilani.
Nelle prossime ore, o comunque a breve, è atteso il confronto tra il tecnico romano e la dirigenza guidata dal presidente Floriano Noto. Un passaggio fisiologico dopo una stagione così intensa e dopo una delusione che ha lasciato il segno. Ma al netto delle valutazioni che verranno fatte, una domanda continua ad accompagnare il dibattito cittadino: perché non ripartire da Aquilani? La domanda non è retorica. È figlia dei risultati.
Arrivato la scorsa estate, l'ex centrocampista di Roma, Milan e Juventus ha saputo costruire una squadra giovane, moderna e riconoscibile. Una squadra che ha raggiunto la finale playoff, che ha valorizzato talenti emergenti e che ha proposto uno dei migliori calcio della categoria. Soprattutto, Aquilani è riuscito in qualcosa che non sempre i numeri riescono a raccontare: ha rafforzato l'identità del Catanzaro.
La finale contro il Monza rappresenta in questo senso una fotografia perfetta. Dopo il 2-0 subito al "Ceravolo", in molti consideravano la qualificazione compromessa. Il Catanzaro, invece, è andato a Monza per giocarsela. Ha vinto 2-0, ha chiuso il doppio confronto sul 2-2 e ha sfiorato il terzo gol che avrebbe riscritto la storia. La Serie A non è arrivata, ma la credibilità costruita da questa squadra sì.
Ecco perché la posizione di Aquilani merita una riflessione diversa dalle normali dinamiche di mercato. Va ricordato, infatti, che il tecnico non è in scadenza di contratto. Aquilani è legato al Catanzaro fino al 30 giugno 2027 e, salvo accordi differenti tra le parti, ha ancora un anno di contratto con il club giallorosso. Certo, il calcio insegna che i contratti possono essere modificati, risolti consensualmente o superati davanti a opportunità considerate particolarmente importanti. E le richieste per l'allenatore romano non mancano, tra interessamenti dalla Serie A e attenzioni provenienti da numerose società di Serie B.
Ma il punto di partenza resta un altro: oggi Aquilani è l'allenatore del Catanzaro e il Catanzaro ha ancora un progetto tecnico costruito attorno alle sue idee.
Le parole pronunciate dal tecnico dopo la finale raccontano inoltre di un legame umano che va oltre il semplice rapporto professionale. Le lacrime versate a Monza e le dichiarazioni dedicate al popolo giallorosso hanno restituito l'immagine di un allenatore profondamente coinvolto.
«Le mie lacrime sono per il popolo giallorosso. Sono per i miei ragazzi che meritavano davvero una gioia così grande», ha detto a caldo. E quando gli è stato chiesto del futuro, ha preferito non sbilanciarsi, rimandando ogni decisione a un confronto con la società. Una posizione comprensibile. La ferita è ancora aperta e la delusione troppo fresca per immaginare scelte immediate. Tuttavia, osservando il percorso compiuto nell'ultimo anno, la continuità appare oggi l'opzione più logica. Perché il Catanzaro non riparte da una stagione fallimentare o da un progetto esaurito. Riparte da una finale playoff, da una squadra che ha fatto parlare di sé in tutta Italia e da un allenatore che ha saputo valorizzare il patrimonio tecnico del club.
Nel calcio moderno, spesso dominato dall'urgenza di cambiare, la vera forza può essere invece quella di dare continuità alle idee che funzionano. Ecco perché il confronto atteso a breve tra Aquilani e la dirigenza sarà uno dei passaggi più importanti dell'estate giallorossa. Non soltanto per decidere il futuro di un allenatore, ma per capire quale direzione vorrà prendere un progetto che, pur senza raggiungere la Serie A, ha dimostrato di essere tra i più credibili e affascinanti dell'intero campionato.