A Trebisacce 21 club riuniti per celebrare chi costruisce valore nel territorio: «Diamo voce a chi si distingue»
VIDEO | Riconoscimenti al merito e giovani protagonisti alla serata “Eccellenze di Calabria”. Il presidente del club organizzatore Mazziotti: «Realtà locali cartina al tornasole della società». Omaggio anche a Pino Sposato
di Matteo Lauria
Un Rotary che guarda al territorio, alle sue radici, e soprattutto a chi ogni giorno costruisce valore senza cercare visibilità. È questo il senso della serata organizzata ieri al Miramare Palace Hotel di Trebisacce, dove il Rotary Club Alto Ionio Cosentino ha premiato le “Eccellenze di Calabria”. Ventuno club riuniti in un evento sentito, partecipato, carico di riconoscenza. «Questo evento rappresenta lo spirito del Rotary – ha spiegato Riccardo Mazziotti, presidente del club organizzatore di Trebisacce – ovvero riconoscere i meriti di chi lavora per il progresso sociale, spesso in silenzio, con coerenza e passione».
Tra i premiati, un omaggio commosso è stato rivolto a Pino Sposato, imprenditore e socio fondatore del club Trebisacce, scomparso, che ha lasciato un’impronta forte e ancora visibile nella vita associativa. «Premiarlo era per noi un dovere morale», ha detto Mazziotti. Insieme a lui, anche altri nomi e realtà selezionate con attenzione: «La scelta è stata oculata. Abbiamo voluto dare voce a chi si distingue nel proprio ambito con azioni concrete».
Ma il messaggio è andato oltre il riconoscimento individuale. È stato un invito alla collaborazione, alla condivisione di esperienze. «Fare rete è essenziale. Da soli non si va lontano. Stasera ne abbiamo avuto la prova: ventuno club insieme, anche un Lions, uniti da un obi ettivo comune». Mazziotti ha voluto sottolineare anche il valore delle realtà locali. «Sono la cartina di tornasole della società. Valorizzarle serve anche a indicare ai giovani un orizzonte più alto, fatto di ideali e impegno». E proprio i giovani sono parte integrante del progetto: «Abbiamo due sezioni attive, Interact e Rotaract. Accompagniamo i ragazzi dai 12 ai 30 anni. Nella locandina dell’evento ci sono anche i loro simboli, perché il futuro inizia da qui».
Serena Sposato: «Papà era nato per il Rotary. Questo riconoscimento è amore puro»
«Per lui il Rotary non era un’associazione, era un modo di vivere». Con queste parole Serena Sposato, past president del Rotary e figlia di Pino Sposato, ha ritirato l’attestato di riconoscimento alla memoria del padre, scomparso alcuni anni fa, durante l’evento “Eccellenze di Calabria”, tenutosi ieri a Trebisacce. Pino Sposato, imprenditore e socio fondatore del Rotary Club Alto Ionio Cosentino, è stato ricordato con una targa speciale per il suo impegno nel sociale e per l’amore profondo verso il proprio territorio. Un legame che la figlia ha raccontato con emozione e semplicità: «È una cosa meravigliosa, perché l’affetto che ci è stato dimostrato in questi sei mesi è stato incredibile. Papà era sempre disponibile, non l’ho mai sentito dire di no a nessuno».
Non solo Rotary. Pino Sposato è stato anche candidato sindaco a Trebisacce. Un segno del suo attaccamento alla Calabria, alla comunità e ai suoi valori. «Credeva fermamente in questa terra – ha detto Serena – e si è battuto anche contro certe dinamiche che purtroppo conosciamo bene. Il suo sogno era uno solo: non vedere più i giovani costretti ad andare via».
Giovanni Bisignani: «Questo premio è per tutta la nostra cardiologia»
Giovanni Bisignani è direttore della divisione di cardiologia dell’ospedale spoke di Castrovillari. «Ricevere un premio è sempre una cosa bella. Ma oggi lo è ancora di più perché arriva da un’istituzione prestigiosa come il Rotary. Credo che questo riconoscimento non sia solo per me, ma per tutto il gruppo che lavora con me. È un premio a ciò che abbiamo cercato di costruire negli anni, in questa terra, con passione e impegno. Abbiamo fatto tutto questo rimanendo nella terra dove siamo nati. È una scelta che comporta sfide, ma che ti lega ancora di più a quello che fai. Lavorare per la propria comunità dà senso a ogni fatica».
Sul versante sanitario afferma: «La prima, purtroppo, è la carenza di personale. Manca personale medico, mancano infermieri. È un problema generale, che tocca tutta Italia, ma qui si sente ancora di più. L’arrivo dei medici cubani ha dato un po’ di respiro, è stato un piccolo passo avanti. Credo che la nostra unità abbia raggiunto lo standard nazionale e, in alcuni settori, come la telecardiologia, siamo anche un passo avanti. È un progetto a cui tengo moltissimo. Con la telecardiologia possiamo intervenire in modo rapido, trasmettendo a distanza gli elettrocardiogrammi. Questo fa la differenza, soprattutto per chi ha un infarto: ogni minuto guadagnato può salvare una vita. Il mio sogno è che questo sistema venga esteso a tutta la Calabria. Il Presidente regionale ha condiviso l’idea. Spero davvero che diventi realtà.
Federico d’Andrea: «A casa mia, un premio che vale doppio»
«Essere premiato qui, nella mia terra, è un privilegio». Non usa mezze parole Federico Maurizio d’Andrea, presidente degli Organismi di Vigilanza di Leonardo SpA e Banco BPM, tra gli ospiti più attesi all’evento “Eccellenze di Calabria” organizzato dal Rotary Club Trebisacce Alto Ionio Cosentino. Originario di Trebisacce, d’Andrea ha ricevuto il riconoscimento alla carriera con parole semplici e sentite: «È bello ricevere un premio, ma lo è ancora di più se arriva da un’istituzione come il Rotary e in un luogo che considero casa. Non capita spesso che venga premiato un manager. È un grande segno, e per me un piacere immenso».
Con alle spalle una carriera ai vertici in settori delicati come la sicurezza, la difesa e il credito, d’Andrea ha raccontato come ha mantenuto la propria identità lungo un percorso professionale complesso. «Non bisogna mai perdere di vista sé stessi. Guai a diventare parte del branco. Io ho sempre evitato il pensiero dominante, ho difeso la mia indipendenza. Non servono yes men, servono persone con idee chiare».
Uno dei temi centrali dell’intervista è stato il valore della trasparenza e dell’integrità. «Tutti ne parlano, pochi la praticano. La vera differenza sta nei fatti. Bisogna smettere con la retorica e concentrarsi sull’esempio quotidiano. È lì che si misura la coerenza di una persona». Non sono mancati riferimenti alle comunità locali, al loro valore sociale e culturale. «La realtà locale non è un limite. È il nostro punto di partenza. Ma attenzione: non va vissuta come un recinto. Le tradizioni vanno conservate se aiutano a guardare avanti, non se ci incatenano al passato. Bisogna essere parte di una comunità ma aperti al mondo».
Radici, appunto. Quelle che riportano sempre a casa. «Trebisacce per me è Itaca. Qui ho imparato a vivere bene con poco, ed è stato fondamentale per restare lucido anche nei contesti più complessi. Se imparassimo tutti a vivere con il necessario e non con l’inutile, vivremmo molto meglio». Alla fine, d’Andrea minimizza l’idea di essere un modello per i giovani. Ma tra le righe lascia un messaggio chiaro: «Non ho mai pensato di essere un esempio. Ho fatto il mio cammino senza compromessi, scegliendo sempre la strada che ritenevo giusta. Se questo può servire a qualcuno, ne sarò felice».